Tra la festa il rito
e il silenzio noi scegliamo la lotta!
Sabato 8 Marzo ore 15.00 PRESIDIO
ITINERANTE
Ci incontriamo ad Atlantide (Porta S.Stefano) insieme a tutto
il coordinamento Quelle che non ci stanno per iniziare
il presidio itinerante, di donne e lesbiche, contro la violenza
maschile.
Contro ogni forma di strumentalizzazione della nostra lotta,
dei nostri corpi, del nostro desiderio, siamo di nuovo nelle
strade e in piazza.
Continuiamo il percorso di lotta territoriale, contro la violenza
dei maschi, dopo la grande manifestazione del 24 novembre a
Roma, unite idealmente a tutte le compagne impegnate nelle tantissime
iniziative.
Il presidio itinerante terminerà in P.zza Nettuno andandosi
a congiungere con la manifestazione indetta dalla Rete delle
donne di Bologna.
... e alla sera siete invitate a:
Bad
Grrrls!!!
cena buffet + proiezioni di corti di donne + festa!!
Programma della serata:
h 21 cena buffet (è gradita la
prenotazione).
h 22.30 proiezioni di corti di donne:
"Grazie
a tutte!" un film di Cristina Comperini,
soggetto Cristina Comperini, Isabel Cholbi e Luki Massa,
documentario, Italia 2007, 13 min. Anteprima nazionale .
"Grazie a tutte!" ci ri-trasposta indietro alla
manifestazione di Roma del 24 Novembre contro la violenza
maschile sulle donne. Interviste, slogan, striscioni che
più di 150000 donne hanno portato a Roma. Un documentario
sulla forza politica e l’energia con cui le donne
sono scese in piazza, con i propri corpi, in prima persona,
senza deleghe.
Trailer del film
"Meio
de pesce che d'oio santo" un film
di Roberta Saccoccio, documentario, Italia 2007, 30 min.
Le ultime "pesciarole" di Civitanova Marche.
Girano per le vie, tra i passanti e le auto, trascinano
un carretto a due ruote e urlano a gran voce; siamo a
Civitanova Marche e loro sono le “pesciarole”,
figure storiche per i paesani e fuori epoca per coloro
che per la prima volta si trovano a girare in questa città.
Ma quasi tutti ignorano il loro passato. E allora chi
sono in realtà queste donne? Quali sono le loro
origini? Meio de pesce che d’oio santo racconta
la vita delle ultime “pesciarole” di Civitanova
ripercorrendo, con le loro storie, oltre mezzo secolo
di storia.
Sarà presente Serena Peroni, coautrice dei
testi.
>>
h 23.30 Festeggiamoci!!! con
MaMa dj
Intera serata (cena + proiezioni + festa) 10€
Vi aspettiamo dalle 21 c/o La Ragnatela via S.Donato, 18/2 Bologna
Per info e prenotazioni > cell. 3391408010 e-mail info@fuoricampo.net
P.S. Vi ricordiamo che on line trovate tutte le relazioni finali
dei tavoli di lavoro della due giorni lesbica e femminista di
Roma.
Noi abbiamo partecipato al tavolo 1 e 6 questo il link >
http://flat.noblogs.org
Alcune iniziative
organizzate in occasione dell'8marzo 2007
Quelle che non ci stanno (Fuoricampo, Clitoristrix,
Amazora) > Bologna
Abbiamo scelto la pratica della denuncia pubblica e separatista
attraverso la nostra presenza nelle piazze e nei luoghi in cui
le donne sono state stuprate.
La nostra solidarietà si traduce in forza, la forza di
reagire denunciare e invertire la tendenza di chi ci vuole solo
vittime.
Solo tra donne pensiamo sia possibile esprimere l'energia che
ci porta ad uscire dai ruoli tradizionali non immuni alla violenza,
ma che ne sono l'origine.
Ci hanno insegnato ad accettare come ineluttabile il ruolo che
ci costringe ad essere accondiscendenti e ad interiorizzare
come dovuto un comportamento docile.
Non inibiamo l'odio, REAGIAMO.
Giovedì dalle ore 16 saremo in Piazza Nettuno, Bologna con la mostra: “Le armi di una donna >
O...ogni tanto un diversivo“
Ispirata dalla mostra “Il mio nemico“ di Bettina
Flittner presentata nell’ambito del 20° anniversario
della Casa Autonoma delle Donne di Kassel, Germania.
Cosa faresti a un molestatore se avessi a disposizione una di
queste armi?
Invitiamo tutte le lesbiche e le donne ad esprimere le proprie
idee.
Info > Quelle
che non ci stanno
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Rete delle donne > Bologna
Dalle 15.00 alle 18.00 infopoints delle associazioni femminili
di Bologna in Piazza Nettuno.
Dalle h.18.00 alle 20.30 "Assemblea
Cittadina", indetta dalla Rete delle Donne di Bologna
per discutere della presenza politica e pubblica delle donne
sul territorio, via Zamboni 13, sala Zodiaco.
Tutte le iniziative 8marzo a Bologna sul blog della Rete
delle donne
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Maistat@zitt@ > Milano > Un 8 Marzo di
Mimose nere
Il 30 gennaio 2007 il consiglio della Regione Sagrestia guidato
dal ciellino Formigoni ha approvato col voto dell'opposizione
una delibera, mascherata sotto il nome di "Regolamento
in materia di attività funebri e cimiteriali", che
obbliga tutte le donne che abortiscono a decidere se seppellirsi
da sé il proprio feto o farlo seppellire all'Asl, coi
soldi pubblici, in una fossa comune.
Ai tempi della schiavitù i proprietari terrieri stupravano
le schiave e chi nasceva da quegli stupri era considerato/a
proprietà dello schiavista. Oggi, anno del dominio santo
2007, il feudatario della Regione Sagrestia, si sente padrone
dei feti abortiti nel suo territorio ed obbliga a considerarli
come già nati.
Si tratta non solo di un chiara criminalizzazione dell'interruzione
volontaria di gravidanza già resa così difficile
dalla crescente presenza di obiettori di coscienza negli ospedali
della Regione Sagrestia ma anche dell'imposizione a tutte
le donne delle convinzioni religiose del governatore Formigoni.
Non intendiamo tollerare più a lungo questo clima da
regime teocratico.
Per rispondere a questo grottesco e medievale attacco alla
libertà di scelta e all'autodeterminazione delle donne
le Maistat@zitt@ organizzano un
CORTEO FUNEBRE DELL'OVULO NON FECONDATO
giovedì 8 marzo 2007 ore 18
partenza da Corso Italia 19 (sede centrale dell'Asl di Milano)
Dopo aver consegnato all'Asl i nostri assorbenti usati perché
vengano "degnamente" seppelliti, il corteo si snoderà
per le vie del centro.
Invitiamo tutte le donne a partecipare, vestendosi a lutto
e portando i propri assorbenti (e preservativi) usati da consegnare
ai feticisti della Regione Sagrestia.
Giovedì 8 marzo 2007
ritrovo ore 17,30 Piazza Annigoni (mercato S. Ambrogio)
Le donne sono fra noi!
Le donne ci sono.
In questo momento come mai prima d’ora c’è
bisogno della ricchezza che i movimenti delle donne portano
alla vita politica, sociale, civile e culturale, perché
in questo altro modo di pensare il mondo e di viverlo risiede
l’alternativa possibile allo stato confessionale, alle
guerre, alla globalizzazione neoliberista, a tutti gli integralismi.
Le donne ci sono: con la loro cultura di liberazione, di democrazia,
di affermazione dei diritti individuali, da sempre cardini dei
movimenti femministi. Ma la loro voce sembra diventata davvero
aliena in una società che altri vogliono ridotta e costretta
nei tradizionali imperativi Dio, Patria, Famiglia.
Si tratta, purtroppo, di una deriva bipartisan: il centro-sinistra
ha prodotto una tiepidissima proposta di legge sulle coppie
di fatto, DICO, che tuttavia la Chiesa accoglie come frutto
di ispirazione diabolica. La Chiesa, la politica, i media tornano
ad affermare un modello unico di famiglia, tradizionale e patriarcale;
la precarietà imperante risospinge molte donne nel chiuso
del nucleo domestico, imposto come esclusiva via d’uscita
per la propria sussistenza economica e solo luogo per realizzare
l’aspirazione alla maternità, una volta perduti
diritti fondamentali e smantellato lo stato sociale. Rifiutiamo
il principio che divide le donne in base a categorie morali:
sposate o stabilmente conviventi da una parte, single, divorziate
e lesbiche dall’altra, attribuendo alle prime maggiori
diritti..
In questo arretramento politico e sociale, preoccupante e pericoloso
per il nostro Paese, le donne pagano il prezzo più duro
in termini di: perdita di diritti, libertà, dignità
di cittadine, precarietà della vita e del lavoro, aumento
della disparità nei salari e nelle pensioni, mentre cresce
l’emarginazione. Ne è tragica testimonianza la
violenza agita sul corpo delle donne, nella loro affettività,
nella loro dignità di persone, portata a volte all’estremo
limite di nuove forme di schiavitù.
Le prostitute schiave che popolano le nostre strade, le ‘badanti’
schiave che servono nelle case sono le donne che specchiano
la violenza di una parte del mondo contro l’altra, violenza
che sempre più spesso prende la forma della guerra. La
guerra globale permanente, vitale per alimentare il neoliberismo
e il neocolonialismo, mascherata sotto il nome di esportazione
di civiltà e democrazia, esporta invece integralismo,
morte e devastazione per interi popoli e nazioni. Le testimonianze
che giungono da questi paesi ci raccontano come sotto le bombe
dell’Occidente e sotto la violenza religiosa sono le donne,
ancora, a subire le conseguenze più disastrose.
La violenza contro le donne aumenta quando i loro diritti arretrano.
* per l’autodeterminazione delle donne: libertà
di scelta su sessualità, maternità, aborto.
* per la laicità dello Stato, garanzia dei diritti di
donne e uomini nelle scelte sessuali e affettive.
* per la presenza delle donne in tutti i luoghi decisionali.
* contro ogni fondamentalismo e contro ogni forma di violenza
sulle donne.
Sabato 10 Marzo
Tent'a Bulles
circo di donne e lesbiche presenta
h 21 performance circensi
h 22 women lesbians party
per info:LUNA E LE ALTRE
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Roma > Coordinamento Lesbiche Romane e il
Collegamento Lesbiche Italiane
vi invitano Serata
straordinaria 8 marzo
in programmazione giovedì 8 marzo dalle ore 19:30 al
Centro Femminista Separatista in Via S. Francesco di Sales 1/b.
Programma:
ore 19:30 - Proiezione di un Film a sorpresa mai proiettato
ore 21:00 - Cena di autofinanziamento del Centro Femminista
Separatista
a seguire... Survivors' party!!
L'evento è aperto a SOLE DONNE.
Per info:
CFS - Centro Femminista Separatista 06.6864201 e-mail: contatti@clrbp.it
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Vicenza > Per un 8 Marzo di pace
Appello delle donne vicentine contro il Dal Molin e la guerra
Noi donne vicentine per la tutela del territorio, per la pace
e per il futuro chiamiamo alla mobilitazione, in una giornata
importante come l’otto Marzo, le donne che come noi stanno
lottando.
Siamo per la tutela del territorio e la preservazione delle
risorse e siamo pronte a difendere la nostra terra anche con
i nostri corpi, se necessario; i nostri corpi sanno dare vita
ma sanno anche essere determinati e mettersi in gioco.
Siamo per la pace non come semplice "assenza di guerra"
ma come condizione sociale che ci permetta di vivere meglio,
come cittadine e come donne; Se c’è pace c’è
più spazio per la tutela dei diritti delle fasce deboli,
a cui noi, purtroppo, sappiamo di appartenere; quando scoppia
una guerra le prime a risentirne sono donne e bambini, perchè
la guerra ha la capacità di ribaltare i valori tradizionali
di una società e ne mette in crisi i ruoli.
Siamo per il futuro perchè vogliamo consegnare una città
e un mondo migliore ai nostri figli e alle generazioni future,
ma anche a noi stesse; vogliamo la libertà di poterci
riprendere il nostro tempo, di poter vivere una città
a misura d’uomo e di donna.
Noi donne vicentine siamo state protagoniste delle lotte di
piazza che si sono determinate nel nostro territorio e chiediamo
a tutte le donne di mobilitarsi nelle proprie città,
ognuna secondo le proprie forme e le proprie caratteristiche,
l’otto Marzo.
Un pensiero va inoltre a tutte le donne vittime di guerra, dove
la guerra non è solo quella che si combatte al fronte,
ma è quella che obbliga le donne a migrare; a vendersi;
che non ci dà la libertà di poter girare tranquillamente
la notte da sole; che ci relega in ruoli lavorativi precari
e senza diritti; che fa avvenire le violenze dentro alle mura
domestiche.
Facciamo dell’otto marzo una giornata indimenticabile!
Le donne vicentine per la tutela del territorio, della pace
e del futuro...ovviamente contro il Dal Molin!