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Il mistero di Harper Lee
di Rosanna Fiocchetto
Nel 1960 venne pubblicato il bellissimo romanzo di Harper Lee
“Il buio oltre la siepe” (titolo originale "To
Kill a Mockingbird"). La storia della bambina che scopre
il razzismo e la paura della diversità in una società
crudele, e che impara a lottare per cambiarla, conquistò
un largo pubblico di ogni età, che aspettava solo messaggi
culturali come questo per uscire dalla repressione degli anni
Cinquanta. Narrata in un linguaggio semplice e poetico, attraverso
gli occhi e la voce di una piccola "maschiaccia", Scout
- che è in sé un grande personaggio della
letteratura progressista - la vicenda intrecciava realismo, ideali,
emozioni.

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La sua autrice,
oggi ottantenne, vinse il premio Pulitzer nel '61 e il
libro, dopo essere stato un successo internazionale, diventò
un classico ancora costantemente ristampato e largamente
diffuso. Ne sono state vendute oltre 30 milioni di copie,
e i tre quarti delle scuole americane lo hanno adottato
come testo. Ma Lee, dopo questo capolavoro, non pubblicò
quasi più nulla. Preferi' uscire dai riflettori
e disertare il mondo letterario, vivendo appartata e quasi
nascosta come l'inquietante ma dolcissimo "diverso"
del suo libro, Boo Radley.
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La sua ultima intervista, raccolta da Roy Newquist, risale al
1964. Le sue apparizioni pubbliche sono state rarissime. Partecipa
talvolta a incontri con gli studenti del suo stato che scrivono
saggi sul suo libro. E’ stata relatrice ad un convegno sulla
storia dell’Alabama del 1983, con il saggio su “Romance
and High Adventure”. Nel maggio 2005, invitata dall’amica
Veronique Peck - vedova dell'attore Gregory Peck, il quale interpretò
il ruolo dell'avvocato Atticus
Finch nel film del 1962 tratto dal suo libro – si è
materializzata per ricevere un premio conferitole dalla biblioteca
pubblica di Los Angeles. Dopo aver sempre rifiutato ogni invito
ad apparire in pubblico per ricevere vari dottorati onorari, ha
accettato il 21 maggio 2006 una laurea ad honorem dall’
University of Notre Dame, intervenendo senza clamori alla cerimonia
di assegnazione, di fronte ad un pubblico intimidito e commosso
che non poteva quasi credere ai suoi occhi nel vederla sul palco.
Subito dopo, evento ancor più eccezionale, ha rotto il
suo lungo silenzio stampa: nel numero di luglio 2006 della rivista
"O" di Oprah Winfrey, dedicato al tema della lettura,
ha raccontato la sua infanzia nel profondo Sud. Nel suo villaggio
di origine, dice, "i più giovani avevano poco da fare
oltre che leggere". E aggiunge che lei, nella società
di oggi, in cui la gente ha centinaia di aggeggi elettronici e
"menti come stanze vuote", preferisce ancora dedicarsi
alla lettura. Dunque, fatto ancora più raro, Lee - che
attualmente vive tra il suo appartamento di New York e la casa
della novantaquattrenne sorella Alice a Monroeville - ha parlato
di sé e della sua famiglia. Una trasgressione alla
propria abituale e proverbiale riservatezza. Infatti il suo biografo
Charles J. Shields, per ricostruirne la vita in "Mockingbird:
A Portrait of Harper Lee" (Holt, 2006) dopo il suo rifiuto
di essere intervistata e persino di parlargli, si è comportato
come se avesse a che fare con una donna misteriosa, inafferrabile,
scomparsa da secoli nell’oblio del tempo. Ha intervistato
oltre 600 persone che l'hanno conosciuta, ha consultato giornali
e riviste d'archivio, ha passato al setaccio biografie di altre
persone.
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Nata il
28 aprile 1926 a Monroeville, Alabama, da padre avvocato
(come nel suo libro), ma segregazionista, e da una madre
costantemente invalida per una persistente depressione,
ultima di due sorelle e un fratello, Nelle Harper Lee
frequentò la scuola pubblica del suo paese e l’Huntington
College, una scuola privata solo per donne. Si iscrisse
poi dal 1944 al 1949 all’University dell’Alabama,
dove fece parte della “sorority” Chi Omega
e dove tenne su “Rammer-Jammer”, il giornale
umoristico degli studenti, da lei diretto, una rubrica
intitolata "Commento Caustico". Segui’
un corso alla Oxford University con il progetto di laurearsi
in legge, ma lo interruppe sei mesi prima della laurea.
Nel 1949 si trasferi' a New York, raggiungendo il suo
amico d'infanzia Truman Capote (da lei ritratto nel personaggio
di Dill Harris).
Qui lavorò come impiegata per la Eastern Air Lines
e la British Overseas Airways; e, nel frattempo, scrisse
vari racconti e sviluppò "Il buio oltre la
siepe", più volte rifiutato dagli editori. |
I suoi amici, nel 1956, le regalarono un anno di libertà
economica per dedicarsi esclusivamente alla scrittura e lei si
licenziò dall’impiego. Dopo la pubblicazione presso
le edizioni Lippincott del suo unico e celebre libro, che in un
anno vendette mezzo milione di copie, Lee collaborò con
Capote alla ricerca su un episodio di cronaca in Kansas che ha
forni' la base per il romanzo dello scrittore "A sangue freddo"
(1965). Il lavoro di Lee fu determinante per la stesura di questo
testo; tuttavia Capote non lo riconobbe adeguatamente, limitandosi
ad una dedica, per di più condivisa con il proprio amante
gay Jack Dunphy. Harper Lee, che nel frattempo aveva pubblicato
soltanto gli articoli “Love – In Other Words”
nella rivista “Vogue”, “Christmas To Me”
e “When Children Discover America” in “McCalls”,
si dedicò poi alla stesura di un secondo romanzo, "The
Reverend”, ma non lo diede mai alle stampe, per motivi che
restano ignoti e che lei non chiari’. Il libro partiva da
un altro fatto di cronaca che aveva coinvolto il predicatore nero
Maxwell di Alexander City, Alabama, il quale aveva assassinato
vari membri della famiglia per ottenere la loro assicurazione
sulla vita, e che venne a sua volta assassinato al funerale della
sua ultima vittima. Dal libro di Shields, leggendo le testimonianze
dei compagni di scuola di
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Lee, si ricava l'impressione che la scrittrice da giovane
sia stata molto simile alla protagonista del suo celebre
"romanzo di formazione", se non altro per l'abbigliamento
non certo "femminile" e per il comportamento
fuori dal comune rispetto ai canoni dell’epoca.
Per Shields, la chiave dell'enigma legato al suo ritiro
e alla sua decisione di smettere di pubblicare, rinunciando
a sfruttare la propria notorietà e l'ondata di
successo, sta nella sua "personalità paradossale".
Secondo sua sorella, il manoscritto di “The Reverend”
le venne rubato subito dopo il completamento e lei, semplicemente,
lo prese come un segno del destino. |
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Quanto alla sua scelta esistenziale di eterna “single”,
Harper lo ha sinteticamente spiegato cosi’: “Prima
di poter vivere con altra gente, devo riuscire a vivere con me
stessa”.
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Il resto
è silenzio. Un ritratto di Harper Lee appare, interpretato
da Sandra Bullock, nel recente film di Douglas McGrath
“ Infamous”
(2006), sulla vita di Capote. Anche questo, non autorizzato
e completamente ignorato da Lee. La quale, nella sua unica
intervista rilasciata nel 1964, affermava: “Tutto
quello che desidero è essere la Jane Austin del
South Alabama”. “Il buio oltre la siepe”,
a quanto pare, le è bastato: un sondaggio del 1999
condotto da una delle più prestigiose riviste letterarie
americane ha rivelato che i lettori lo indicano come “il
libro del secolo”. |
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