"Inizio
con il riconoscere che siamo ad una guerra e questa guerra
non è semplicemente su un' acceso dibattito tra il
campo capitalista e il campo socialista dove si dispone
dell'egemonia economica, politica e sociale del mondo. Non
è solo la battaglia dove si stabilisce chi ha il
diritto di utilizzare le risorse per il beneficio di qualqun'altro.
Questa guerra deve essere combattuta per la verità:
Qual' è la verità sulla natura umana, sul
potenziale umano? La responsabilità verso me stessa,
i miei vicini, la mia famiglia e gli altri esseri umani
è cercare di dire la verità. Non è
facile ... Siamo stati raramente incoraggiati e pronti ad
apprezzare il fatto che la verità produca e rilasci
piacere. Viviamo in una parte del mondo, dove viene confrontata
la critica con l'aggressione, la responsabilità sociale
con l'idealismo ingenuo e il conseguimento della conoscenza
e della saggezza con il fanatismo" [ 1 ]
Toni Cade Bambara
Provengo da un'antica tradizione di donne che probabilmente
non avrebbero mai usato la parola "Femminista"
o "Womanist" [ 2 ] per descrivere se stesse, ad
ogni modo, queste donne; Rhonda Bell Temple-Robinson-Hudson-Douglas
(la mia grandiosa nonna materna) e Rebecca White-Simmons-Champan
(la mia nonna paterna); e le mie zie: Jessie Neal Hudson
e Mattie Simmons-Brown, a loro modo e attraverso le loro
vite, hanno combattuto contro il razzismo e il sessismo.
Hanno lavorato duro all'interno delle loro famiglie e della
loro comunità ecclesiastica Battista, supportando
e riunendosi con altre donne. Quando all'interno della loro
comunità inziarono ad essere denunciati dei casi
di violenza sessuale e di aggressione, loro credevano che
dire "NO!" non fosse abbastanza e che la donna
avesse il diritto di difendersi con ogni mezzo necessario.
Difronte alle barriere razziste, sessiste e classiste che
esistevano al loro tempo, queste donne vissero con orgoglio,
dignità e rispetto verso se stesse, perseverando
in ogni obiettivo si prefissavano di raggiungere.
Le mie nonne e le mie zie hanno cresciuto mia madre; Gwendolyn
Delores Robinson/Zoharah Simmons e mio padre; Michael W.
Simmons a rispettare se stessi e a ribellarsi sempre contro
le ingiustizie, anche se fossero stati i soli a farlo.
L'educazione dei miei genitori mi ha aiutata a diventare
l'attivista che sono oggi.
Tutta la mia vita ho ascoltato e partecipato alla lotta.
Sono letteralmente cresciuta accompagnando entrambi i miei
genitori ai meetings per la liberazione dei neri e agli
incontri per i Diritti delle Donne e alle lotte delle organizzazioni
socialiste e comuniste contro le politiche statunitensi
per gli immigrati del terzo mondo...
Ho partecipato alle marce, alle dimostrazioni e ai sit-in
di Filadelfia, Washington, DC, New York e tante altre città
Statunitensi.
Quando sono stata aggredita e stuprata, entrambi i miei
genitori mi hanno detto: "Aishah, una donna ha il diritto
di dire "NO!".
Come una bambina, mia madre condivise la sua storia personale
di molestia, commessa contro di lei, quando era una studentessa
allo Spelman College ed era coinvolta nel Comitato Studentesco
Non Violento; SNCC- negli anni sessanta. Quando mia madre
riportò quello che accadde durante un'incontro del
Comitato SNCC, la risposta fù; "Noi non abbiamo
tempo per questo, dopotutto perchè diavolo non ci
sei stata?" Così lei mi spiegò, dell'ironia
di doversi difendere da una molestia sessuale da parte di
un suo compagno, mentre nello stesso tempo, doveva lavorare
con lui contro l' ingiustizia razziale negli Stati Uniti.
Quando mia madre diventò la direttrice del SNCC come
Director of the Laurel Mississipi Summer Project, instituì
una legge contro le molestie sessuali nei confronti delle
volontarie del progetto.
Dato il sistema da lei imposto, mia madre sviluppò
la reputazione di essere un' Amazzone, da allora ci si riferiva
al Laurel Missisipi Summer Project come il "Progetto
dell' Amazone".
Durante la sua vita, mia madre come tutte le altre Donne
Nere in America, ha camminato e continua a camminare su
una sottile linea di doppia oppressione: razziale e di genere.
Mio padre mi ha sempre insegnato che ho il potere e il controllo
sul mio corpo e che ho il diritto di dire "NO!"
e/ o cambiare idea in ogni momento lo desidero, anche durante
il rapporto sessuale. Mio padre ha insegnato a mio fratello;
Tyree Cinque Simmons che se una donna dice "NO!"
anche dopo che lei ha detto "SI!", mio fratello
ha l'obbligo di fermarsi e di non attuare nessun tipo di
coercizione sulla donna ad avere un rapporto sessuale con
lei.
Durante il caso Mike Tyson nel 1992, mio padre ha ripetuto
a me a mio fratello Tyree, che gli uomini non sono animali
che non riescono a controllare i loro impulsi sessuali.
Io e mio fratello abbiamo ascoltato nostro padre in molte
occassioni parlare pubblicamente contro le molestie e lo
stupro nei confronti delle donne. La posizione di nostro
padre è sempre stata quella di dire; proprio come
la gente bianca deve prendersi la responsabilità
di confrontarsi con il razzismo, allo stesso modo gli uomini
devono confrontarsi con la misoginia, la violenza domestica,
lo stupro, le molestie sessuali e tutte le altre forme di
violenza contro le donne.
"Possiamo imparare a lavorare e a parlare quando siamo
impaurite, nella stessa maniera con cui abbiamo imparato
a parlare e lavorare quando eravamo stanche. Ma noi abbiamo
imparato a rispettare la paura, più del nostro bisogno
di parlare e se aspetteremo in silenzio
il lusso finale di non avere più paura, il peso del
nostro silenzio ci stroncherà"
Audre Lorde, Sister Outsider, Freedom, CA: The Crossing
Press, 1986, p. 44
Gli scritti della femminista, lesbica, guerriera, madre,
poeta Audre Lorde mi hanno salvato la vita nel 1990.
Le sue parole scritte mi hanno insegnato che il silenzio
non è oro. Le parole della Lorde hanno toccato il
mio potere e la mia forza più profonda, fino a spingermi
a dire; "Io, Aishah Shahidah Simmons, una femminista
e lesbica nera, sopravissuta emotivamente, spiritualmente
e fisicamente allo stupro, uno stupro che mi ha causato
una gravidanza e da cui ho avuto fortunatamente un'aborto
legale, non permetterò al dolore di uccidermi giorno
dopo giorno come un virus mortale".
Non sono sola.
Sfortunatamente, la fuori ci sono ancora troppe donne che
soffrono in silenzio, credendo di essere sole, hanno paura
di rompere il silenzio impaurite dalle varie forme di ritorsioni
sociali e culturali.
Credo nel potere della parola scritta e parlata così
come del potere delle immagini sullo schermo.
Una delle ragioni per cui sono un'attivista femminista lesbica
nera è perchè voglio continuare a rompere
il silenzio che le donne nere hanno tenuto segreto per troppo
tempo: incesto, stupro, abuso sessuale e violenza domestica.
Durante il caso Mike Tyson nel 1992, ho guardato e ascoltato
i così detti "Leaders Neri" - gli stessi
che nel 1989 difesero Tawana Brawley, [quando riportò
di essere stata sodomizzata da quattro uomini bianchi] -
accusare Desiree Washington di tradire la comunità
nera. [ 3 ]
E' stato allora che ho iniziato a pensare al progetto di
realizzare "NO!"
"NO!" sarà un documentario sperimentale
di 90 minuti sul silenzio collettivo della comunità
nera quando le donne e ragazze nere vengono stuprate da
uomini e ragazzi neri. "NO!" sarà uno spazio
sacro in cui le donne e gli uomini neri, oltraggiati da
queste violenze, sfidano la comunità nera a guardarsi
dentro e affrontare questo problema, attraverso le loro
testimonianze e l'arte. "NO!" inizierà
il processo di guarigione che le ferite dello stupro e delle
aggressioni sessuali hanno lasciato nella comunità
nera. Attraverso vignette narattive, testimonianze, interviste,
immagini d'archivio, musica, danza, poesia "NO!"
mostrerà come stuprare, o aggredire sessualmente,
fisicamente, e/o verbalmente le donne e le ragazze nere
sia un problema di razza, di genere, di classe e di orientamento
sessuale.
Come si può facilmente immaginare, questo progetto
è tremendamente faticoso. Non avreì mai potuto
realizzarlo da sola. Tamara L. Xavier, la co-produttrice
ed io, abbiamo iniziato a lavorare a "NO!" dall'
Ottobre del 1994, anno della nostra prima pre-produzione.
Abbiamo scritto e stampato volantini e brochures e li abbiamo
spediti ad organizzazioni, università, colleges e
centri anti-violenza del paese a cui abbiamo chiesto di
supportare questo progetto con fondi che ci aiuteranno a
realizzare questo documentario.
Realizzare "NO!" è stato uno dei progetti
più difficili a cui io abbia mai lavorato, trovare
i fondi per rendere reale l' idea di questo documentario
è un percorso estenuante. Io e Tamara, abbiamo ricevuto
così tante lettere da parte di associazioni e singoli
che si rifiutavano di finanziare il nostro progetto. Molte
fondazioni bianche, credono che stiamo limitando la nostra
audience focalizzando il progetto sulla comunità
Afro-Americana. Mentre, io sò che lo stupro interraziale
esiste e avviene in ogni parte del mondo e in ogni comunità.
Io voglio esaminare in modo specifico l'impatto che lo stupro
e l'aggressione sessuale hanno nella comunità nera.
All'interno della communità nera mi sono state poste
domande del tipo: "Dal momento che sei lesbica, qual'è
il tuo scopo con questo documentario?" La mia risposta
è stata ed è:"Pensate che le donne nere
sono il 7% della popolazione statunitense e il 27% vittime
di aggressione e stupro". [ 4 ]
Voglio porre fine a tutto questo, non lo volete anche voi?"
Nel 1996 una fondazione progressista ha avuto l'audacia
di spiegarci le loro ragioni sessiste e misogine per non
darci i 35.000$ - per finanziare il nostro progetto. I commenti
inviatici, per lettera sono stati: "Un punto di vista
deciso e un buon concetto ma ad ogni modo, l'esempio rappresentato
nel documentario sul caso di Mike Tyson e l'indifferenza
da parte della comunità nera può essere risolto,
in parte, dal nostro punto di vista, che una donna non và
nella stanza di un uomo a tarda notte; questo non può
essere ignorato..."
Non potevo credere che una fondazione progressista nera,
avrebbe usato la morale come scusa legittima per non finanziare
un documentario che avrebbe trattato dello stupro delle
donne e ragazze nella nostra comunità.
Ero così oltraggiata dalla politica sessista e misoginia
che questa fondazione aveva utilizzato per non finanziare
il nostro documentario, che scrissi una lettera di protesta
a questa ed altre fondazioni negli Stati Uniti e in Inghilterra.
Ci sono stati molte volte, come questo appena descritto,
dove mi sono detta: "Al diavolo con tutto questo, non
c'è la faccio più!"
Subito dopo, mi calmavo, respiravo profondamente e ricordavo
a me stessa che ogni rifiuto da parte di una persona o da
un' istituzione razzista, sessista e omofobica rinforzava
il bisogno che ci fosse un documentario come "NO!".
Questo tipo di resistenza rinvigorisce la mia rabbia irascibile
di realizzare questo documentario.
Anche difronte ad una forte resistenza, lentamente, Io e
Tamara, siamo riuscite a creare una rete di contatti internazionale,
per lo più, con altre donne nere: filmmakers, studentesse,
attiviste e questa rete ci ha aiutate a rendere questo documentario
reale.
Così attraverso questa rete informale, riceviamo
un'immenso supporto spirituale, creativo, emotivo e finanziario
da donne Americane ed Europee. Stiamo inoltre, ricevendo
rischieste da parte di compagne che vorebbero contribuire
raccontando la propria storia d'incesto, stupro e abuso.
Contrariamente al mito popolare, i loro perpetratori sono
i loro nonni, padri, fratelli, zii, cugini, mariti, ragazzi,
amici, compagni ... UOMINI ... Uomini a cui queste donne
credevano e da cui pensavano non sarebbero mai state tradite
... Pensavano che un semplice "NO!" li avrebbe
fermati, se le avessero viste "soffrire", si sarebbero
fermati se le avessero viste "piangere" si sarebbero
fermati se le avessero viste "sanguinare".
"Quali sono i miei obblighi politici? Sono una donna
nera ... in un mondo che definisce l'essere umano, come
bianco e maschio ... Ogni cosa che io faccio, inclusa la
soppravivenza è politica"
Audre Lorde "What I do When I Write ". Women's
Review of Books 6, October 1989, p.27.
Storicamente a noi donne nere è stato e continua
ad essere chiesto, di scegliere tra la nostra razza e il
nostro genere e quando noi siamo lesbiche o bisessuali,
sulla nostra sessualità. Chiederci di scegliere tra
le nostre multiple peculiarità, quando sono custodite
in un' unica identità è razzista, sessista
e omofobo. Ho imparato quanto tutto questo ci danneggia,
particolarmente sul tema della violenza sessuale. L'america
ha "sessualmente stereotipato le donne nere come immorali,
insaziabili, perverse e iniziatrici ai contatti sessuali
" Le donne nere hanno un'orrenda eredità di
stupro e di abusi sessuali negli Stati Uniti.
La mia collega ed amica Wanda R. Moore, ha dichiarato: "La
ragione per cui le donne nere sono state aggredite e stuprate
senza che sia stata chiesta giustizia è perchè
non siamo bianche e perchè la nostra condizione non
è considerata importante abbastanza da proteggerla
e preservarla"
Nel film acclamato dalla critica Statunitense di Julie Dash
"Daughters of the Dust", il personaggio di Yella
Mary dice a Eula "The rape of a colored woman is as
common as a fish in the sea - Lo stupro di una donna di
colore è comune come un pesce nel mare".
Il forte impatto di razzismo e sessismo nelle nostre vite
rende ancora difficile per noi, donne nere raccontare le
nostre storie e le nostre terribili esperienze sono raramente
conosciute all'interno delle nostre comunità e mai
riconosciute in maniera più vasta dalla società.
La comunità nera ha conservato la memoria collettiva
della sanguinosa storia di questo paese, di uomini neri
dai corpi mutilati appesi agli alberi per aver anche solo
una volta guardato una donna bianca. La conservazione di
questo ricordo ha causato un silenzio collettivo da parte
delle donne nere nell' esporre pubblicamente gli abusi subiti
da parte di uomini neri. Questo silenzio c'è stato
e continua ad esserci a dispetto del fatto che nessun uomo,
nero o bianco è stato mai linciato per aver guardato,
aggredito o stuprato una donna nera. Questo silenzio c'
è stato e continua ad esserci a dispetto del fatto
che le donne nere, non solo sono state linciate e soggette
al razzismo ad altre forme di violenza, ma sono state anche
le stesse che erano in prima linea per l'abolizione del
linciaggio. (5)
Quando la gente nera, come comunità non-monolitica,
la smetterà di difendere i ragazzi e gli uomini neri
che perpetuano la violenza contro le ragazze e le donne
nere ? Quando le donne perdono il loro diritto di dire "NO!"
? E' quando noi accettiamo di andare ad un' appuntamento
o quando invitiamo lui a casa nostra o nelle nostre camere
da letto ? Dov' è la mobilitazione di massa della
comunità Afro-Americana, quando una donna nera sperimenta
su se stessa una violenza [di qualsiasi forma] da parte
di un' uomo nero ? Dove sono le marce "Stop the Violence"
? e i sit-in della comunità nera per porre fine alla
violenza sessuale ?
Ogni volta che le donne nere sono abusate da uomini neri
e noi decidiamo di rendere l'accaduto pubblico, il razzismo
viene usato in difesa degli uomini come se le donne non
fossero nere, come se le donne nere non vivessero il razzismo
così come vivono il sessismo e quando noi siamo lesbiche,
la nostra sessualità viene usata contro di noi per
difendere i perpetratori che volevano semplicemente "curarci
dal nostro male". Mi chiedo continuamente; quando i
membri della comunità nera la smetteranno di offendere
e denigrare le donne nere che hanno il coraggio di denunciare
la violenza subita dagli uomini della loro stessa comunità
? Quando le atrocità commesse dagli uomini neri sulle
donne nere saranno viste come un' atto di vergogna contro
l' intera comunità nera ? Quando la scusa del razzismo
non sarà più accettata come scusante per difendere
gli abusi che le donne nere continuano a subire dagli uomini
neri ?
Clarence Thomas, OJ Simpson, Mike Tyson, Tupac Shakur ...
perchè questi i soli nomi che vengono detti quando
c'è una discussione sulle aggressioni e la violenza
sessuale ? Perchè questi sono gli unici nomi che
sento quando la maggioranza delle femministe bianche discutono
sul porre fine alle violenze contro le donne ? Come possiamo
porre veramente fine alla violenza contro le donne se le
femministe bianche continuano a fare un gioco razzista indicando
sempre e solo gli uomini neri come i soli perpetratori ?
Non bisogna dimenticare il Presidente Clinton, William Kennedy
Smith, il Senatore Bob Packwood, Christian Slater, Tom Capano
e così via.
Nell' Autunno del 1995 una giovane donna bianca della classe
media Americana fu violentata ed uccisa nel quartiere dove
vivo. Il quartiere è in centro e prevalentemente
bianco della classe media. Ci fu grande scalpore per tutta
la città di Filadelfia sull' omicidio di questa donna.
La sua storia fu pubblicata nella prima pag. dei maggiori
quotidiani della città. Il maggiore, che è
un' uomo bianco, ricevette privatamente il padre della vittima.
Il maggiore e il presidente del consiglio, che è
un' uomo nero, e l'amministratrice del distretto che è
una donna bianca, andarono al funerale. A seguito del funerale,
sulla prima pag. della sezione cittadina del quotidiano
domenicale veniva posta la domanda:"Perchè l'omicida
della vittima è ancora libero" ?
Lo stesso giorno, nella parte opposta della città,
due tredicenni Ispaniche furono stuprate in un quartiere
della classe operaia Ispanica. Quando la comunità
Ispanica chiese un'incontro cittadino, nessun polizziotto,
nessun maggiore o presidente del consiglio andarono all'incontro.
C' è ancora uno stupratore/omicida libero nel quartiere
dove sono cresciuta e dove i miei genitori ancora vivono.
Questo quartiere è prevalentemente abitato dalla
comunità Africana Americana della classe operaia.
In un periodo di 18 mesi almeno 15 donne nere sono state
stuprate e uccise. A questi atroci crimini deve essere ancora
riservata la prima o anche la seconda pag. dei maggiori
quotidiani della città. Non c'è stato nessun'
incontro privato tra i familiari di queste vittime e il
maggiore. Nessun maggiore, presidente del consiglio e amministratore
di distretto erano presenti ad uno dei funerali di queste
vittime.
Varianti degli scenari appena descritti, succedono in ogni
grande metropoli Statunitense, dove convivono le più
disparate popolazioni. La città dove vivo non è
l'unica a valutare la vita delle donne bianche al di sopra
delle vite delle donne Nere, Ispaniche, Asiatiche, Arabe
e Native Americane e delle Isole Pacifiche.
Per esempio, lo stupro a Central Park della donna bianca
investitrice di banca, violentata mentre faceva jogging
nella città di New York, ricevette l' attenzione
Nazionale dei Media. Il multimilionario Donal Trump, scrisse
anche un' articolo sul New York Times chiedendo la pena
di morte.
Nello stesso periodo, una donna nera della classe operaia
subì uno stupro di gruppo su un ponte nella stessa
città di New York e fù lasciata lì
a morire. L'attacco depravato che questa donna subì
non ricevette l'attenzione nazionale dei media.
Dove sono le voci delle femministe bianche a protestare
e chiedere la fine di queste politiche uni-razziali perchè
sono totalmente razziste e offensive alle donne di colore
? Dove sono le analisi delle femministe bianche sull ' intersecazione
di genere e razza e l'impatto che questi hanno sulle vite
delle donne di colore ?
Ancora una volta, chiedo a me stessa, nelle parola di Abbey
Lincoln: "Chi penserà alla donna nera"
?
La storia e la mia esperienza di vita mi hanno costantemente
insegnato che le donne nere devono parlare in difesa di
loro stesse. Noi, donne nere dobbiamo continuare a costruire
un nostro spazio sacro per lottare il razzismo e tutte le
forme di violenza dentro e fuori casa.
Abbiamo bisogno di questo spazio sacro per discutere questi
temi dalle nostre prospettive estremamente diverse, senza
preoccuparci di quale sarà il responso da parte degli
uomini neri e delle donne bianche.
Troppo spesso nel nome dell' unione razziale e di genere,
i membri di queste comunità ci hanno chiesto d scegliere
tra le nostre identità per i loro interessi.
Noi dobbiamo continuare a rifiutare di scegliere tra la
nostra razza, il nostro genere e il nostro orientamento
sessuale, con la consapevolezza che nessun gruppo o comunità
che reclama di avere a cuore i nostri migliori interessi,
non ci chiederebbe mai di scegliere.
Qualche volta la verità fà male, ma quando
è pronunciata a voce alta, può anche guarire.
I corpi delle donne nere sono un' intersecazione di razza,
classe e orientamento sessuale, nessuno può dirmi
che questo non ha un profondo impatto sulla nostra salute.
"NO!" non è solo sulle ferite che lo stupro
e l' abuso hanno lasciato e continuano a lasciare nelle
vite delle donne nere ma è anche sulla pienezza e
sul benessere delle vite delle donne nere.
Una volta volta completato, "NO!" sarà
una parte di questo spazio sacro. "NO!" sarà
un testamento della forza, del coraggio e della resistenza
delle donne nere.
Come Toni Morrison ha eloquentemente scritto:
"PENSO A NOI, DONNE NERE, CONTINUAMENTE. A QUANTE DI
NOI STATE SCONFITTE E A QUANTE HANNO VINTO. PENSO ALLE COMPAGNE
CHE NON SONO PIU' CON NOI, CHI RABBIA O CONTENTANDOSI CI
LASCIANO CONCLUDERE QUALCOSA CHE NON SAREBBE MAI DOVUTA
INIZIARE: UNA GUERRA DI RAZZA E GENERE IN CUI OGNUNO PERDERA'
SE NOI PERDIAMO E IN CUI OGNUNO VINCERA' SE NOI VINCIAMO".
TONI MORRISON "A Knowing So Deep", Essence Magazine,
May 1985, p. 230
_______________________________________________________________
[ 1 ] Claudia Tate, Black Women Writers At Work, New York,
NY. : The Continuum Publishing
Corporation, 1993, p. 17
(2) Womanist :
1. From Womanish (Opp. of "girlish", i.e., frivolous,
irresponsible, not serious.)
From the black folk espression of mothers to female children
"you acting womanish", i.e.
like a woman. Usually referring to outrageous, audacious,
courgeous or willful behavior.
Wanting to know more and in greater depth than is considered
"good" for one. Interested in
grown up. Being grown up. Interchangeable, with another
black folk expression "You trying to
being grown". Responsible. In charge. Serious.
2. Also; A Woman who loves other women, sexually and or
nonsexually. Appreciate and prefers
women's culture, women's emotional flexibility (values tears
as natural counterbalance of laughter),
and women's strength. Sometime loves individual men, sexually
or not sexually. Committed to survival
and wholeness of entire people, male and female.
Traditionally universalist, as in : "Mama , why we
are brown, pink and yellow, and our cousins are white,
beige, and black? And: "Well, you know the colored
race is just like a flower garden, with every color flower
". Traditionally capable, as in "Mama, I'm walking
to Canada and I'm taking you and a bunch of toher slaves
with me".
Reply: "It wouldn't be the first time".
3. Loves music. Loves dance. Loves the moon. Loves the Spirit.
Loves love and food and roudness. Love struggle.
Loves the Folk. Loves herself. Regardless.
4. Womanist is to feminist as purple to lavender.
Alice Walker [1983]
[ 3 ] Su questa vicenda e su quella della donna bianca violentata
e uccisa a Central Park mentre
faceva joking, Sapphire, scrittrice Afro-Americana ha scritto
la poesia : " Poesia per Jennifer,
Marla, Towana e me" p. 71 pubblicata nella raccolta
di poesie "Sogni Americani" - stampa
alternativa - 1999
[ 4 ] US Department of Justice, Violence Against Women:
A National Crime Victimization Survey Report (1994)
[ 5 ] Elsa Barkley Brown, "Imagining Lynching African
American Women, Communities
of Struggle and Collective Memory", in African American
Women Speak Out on Anita
Hill-Clarence Thomas, Geneva Smitherman, ed. Detroit, Mi
: Wayne State University Press, 1995, p. 100_
|