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Rendere visibile l'invisibile

RENDERE VISIBILE L'INVISIBILE di Aishah Shahidah Simmons

Scritto per l'Apertura della conferenza "Black Males and Domestic Violence:What do We Know, Where Do We Go?" tenutasi all' Instituto di Violenza Domesticadella Comunita' Africana Americana nella città di Filadelfia nel Maggio 2002.
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E' in atto una silenziosa guerra all'interno della comunita' nera. Questa guerra e' perpetuata dagli uomini neri nei confronti delle donne nere. Questa guerra è fatta di aggressioni e di stupri nei confronti delle donne nere. Fino a poco tempo fa' questa guerra non era conosciuta pubblicamente all'interno della comunita' nera perche' non ritenuta importante. "Una donna su tre sara' violentata durante la sua vita. Il 94.5% delle vittime di stupro sono donne rispetto al 5.5 % degli uomini vittime di stupro; e l' 84.8% delle vittime di aggressione sessuale sono donne rispetto al 15.2% degli uomini vittime di aggressione sessuale.Nonostante le donne nere siano il 7% della popolazione Statunitense, risultano essere il 27% vittime di stupro e di aggressioni sessuali. Le donne nere hanno più probabilità di essere stuprate rispetto alle donne bianche.Per ogni donna bianca che riporta la violenza subita ci sono almeno 5 donne bianche che non la denunciano.Ed ancora, per ogni donna Afro-Americana che riporta la violenza subita, ci sono 15 donne Afro-Americane che non la riportano".Per le donne nere è meno conveniente denunciare un crimine di violenza domestica o di aggressione sessuale; è meno conveniente rendere la propria storia pubblica e portare il proprio caso in tribunale, rispetto alle donne bianche."Le bambine nere tra i 9 e i 12 anni sono piu' frequentemente vittime di abusi infantili rispetto alle bambine bianche". Attualmente, il 90% delle donne nere che vengono violentate, lo sono per mano di uomini neri, piu' dell' 85% delle vittime di stupro hanno qualche relazione con i loro stupratori.Questo tipo di guerra praticata contro le donne e le ragazze nere, non è limitata alla comunità Afro-Americana. Nel mondo, donne e bambine, nonostante la razza, la cultura, l'etnicita', la religione, l'età, l'orientamento sessuale, la classe, l'abilita' o l'inabilità fisica, sono stuprate, aggredite e molestate ogni singolo minuto di ogni singolo giorno.Storicamente negli Stati Uniti le vittime di stupro sono state rappresentate come donne bianche e gli stupratori come uomini neri. Le donne nere sono state rappresentate come sessualmente immorali e instigatrici all'atto sessuale.Purtroppo, non ci sono state abbastanza femministe bianche a lottare per cambiare questo stereotipo razzista e sessista. Ma, fortunatamente ci sono state e continuano ad esserci femministe e donniste nere che stanno parlando, scrivendo e organizzandosi per cambiare questo stereotipo estremamente doloroso e deprimente nella storia e nell' attuale realtà delle donne nere. La struttura di "NO!" si muove dalla rabbia/trauma/dolore fisico ed emotivo all'azione/guarigione dove le donne che hanno scelto di parlare e raccontare la propria storia, rompendo il silenzio a loro imposto, da vittime diventano sopravissute/educatrici/guaritrici e guerriere. Nel documentario la danza è usata come metafora del processo di guarigione a cui le donne nere arriva no e con cui ritrovano la pienezza e il benessere spirituale, psichico e fisico.
In "NO!" io femminizzo la storia e la cultura Afro-Americana mentre racconto delle aggressioni sessuali e dello stupro perpetuato contro le donne e le ragazze nere dalla schiavitu' ai giorni nostri.Ho usato consapevolmente le testimonianze in prima persona di donne nere sopravvisute a violenze, che variano per età, locazioni geografiche e orientamento sessuale. Ho integrato alle loro esperienze; commenti, scholarship, vignette e rappresentazioni poetiche di cinque uomini neri attivisti e sociologhi per affrontare il problema dello stupro interraziale e delle aggressioni nella nostra comunità, in maniera non-monolitica.
Sono convinta che la violenza contro le donne finira' solo quando tutti gli uomini, al di là della razza, della cultura, dell'etnicita', della religione, dell'eta', dell'orientamento sessuale, della classe e dell'abilita' o inabilita' fisica, porranno fine a questa atrocità.
La ragione per cui ho consapevolmente usato le voci di donne nere come esperte che espongono questo argomento è perche' negli Stati niti (ma vorrei sottolineare: in tutto il mondo occidentale) le donne nere non sono mai viste come competenti o esperte in qualcosa. Quanto spesso avete avuto l'opportunita' di vedere e ascoltare le prospettive delle donne nere come voci autorevoli sullo schermo ? "NO!" vuole essere l'inizio, rendendo le voci e l'esperienze delle donne nere centrali, no in un'angolo, no al margine, ma al centro, senza nessuna giustificazione o scusante. Nel documentario ho anche lavorato sulla nozione sessista che lo stupro, le aggressioni e le altre forme di violenza di genere siano perpetrate solo da uomini neri della classe operaia che vivono nel "ghetto". La maggioranza delle testimonianze rilasciate in "NO!" rovesciano questo stereotipo classista che gli uomini neri con lauree, riconoscimenti accademici, alte cariche e/o uomini che sono in prima linea nel la lotta di liberazione razziale siano incapaci di essere sessisti, misogni e/o stupratori. Lo stupro e le aggressioni sessuali sono considerati tabu'in ogni comunità. Ma dato l'impatto che il razzismo ha nella vita della gente di colore negli Stati Uniti, molti uomini e donne credono che esporre e trattare il tema della violenza sessuale divida la comunità perchè noi dovremmo solo batterci per il razzismo, dal momento che questo è il vero problema nella nostra comunità. La societa' Americana descrive [the black] come uomo e la donna come bianca, è cosi' evidente nell'espressione "Blacks and Women" che implica che queste due categorie sono reciprocamente esclusive. Come conseguenza, le donne nere sono invisibili.
In "NO!" l'identita' nera è definita come donna e l'identita' di donna come nera.
Nel movimento per i diritti civili e nel black panther party, le donne nere sapevano e parlavano dello stupro e delle aggressioni sessuali tra loro, ma l'atmosfera comune a quel tempo per molte di loro era che il razzismo fosse la questione principale. Elaine Brown è stata l'unica donna a guidare il Black Panther Party. Quando la intervistaì, parlò della violenza sessuale, di cui lei fu testimone durante il periodo delle pantere nere. Troppo spesso qui, negli Stati Uniti, quando noi pensiamo al movimento per i diritti civili o al black panther party, noi non ricordiamo le innumerevoli donne nere che erano in prima linea per queste lotte rivoluzionarie. Si dimentica che anche le donne, erano sotto minaccia di morte dallo establishment bianco così come erano sotto la minaccia di stupro e di aggressione sessuale da parte dei loro compagni. Potete immaginare quanto possa essere assurdo doversi difendere da aggressioni e molestie da parte dei propri compagni mentre nello stesso tempo queste donne lottavano con loro contro l'ingiustizia razziale ?
Ogni volta che purtroppo si verifica uno stupro, un'aggressione sessuale e altre forme di violenza perpetrate dagli uomini di colore sulle donne nere, gli uomini restano ancora troppo spesso in silenzio. Invece di prendersi la propria responsabilità, gli uomini di colore preferiscono sprecare il proprio tempo accusando le donne nere della vergogna che hanno portato all'interno della comunità. Queste sono le parole solitamente usate: "Cosa facevi in giro a tarda notte?" - "Molte donne dicono NO! quando intendono SI!" - "Avresti dovuto vestirti in maniera piu' appropiata" ..etc
In risposta agli attacchi fatti alle donne nere che hanno pubblicamente denunciato le violenze sessuali all' interno della comunità nera e viste come traditrici della razza, voglio dire; si', è vero, gli uomini neri sono vittime di razzismo che si manifesta con la repressione e la violenza della polizia, l' incarcerazione, la disoccupazione, la mancanza di accesso ad un'educazione decente e ad un lavoro per cui sono qualificati ... la lista è infinita ... Ad ogni modo, noi donne nere non solo viviamo la stessa dura realtà del razzismo, viviamo inoltre, l'orrenda realtà del sessismo, della misoginia e del patriarcato ogni giorno delle nostre vite. Come risulatato del razzismo, gli uomini neri possono essere vittime e perpetratori nello stesso tempo. Fortunatamente non sono mai stata picchiata dalla polizia e non sono mai stata incarcerata, ma ogni volta che ascolto la storia di un'uomo nero che viene picchiato o ucciso dalla polizia o ingiustamente incarcerato, io non solo mi sento esplodere di rabbia, sono pronta all'azione!
Non passa giorno, in cui io non sia preoccupata al pensiero che mio fratello, mio padre, mio nonno e dei miei amici vengano fermati dalla polizia per il solo crimine di essere degli uomini di colore. Nelle mie continue conversazioni con molte delle mie compagne e amiche feministe e donniste di discendenza Africana, Araba, Asiatica, Indigena che vivono negli Stati Uniti, in Canada o in Europa, si parla di questo e so' che non sono la sola a vivere con queste paure. Quando ero in Sud Africa nel 1994 a monitorare la prima elezione "free and fair" non basata sulla discriminazione razziale, m'incontraì con molte attiviste nere Sud Africane. Una di queste attiviste mi diede un poster con sù scritto "Una delle realtà sociali più violente in Sud Africa è in casa". Nel 1994, le Donne Nere Sud Africane erano felici della fine dell'apartheid legale mentre espressero una seria preoccupazione del sessismo e della misoginia. Oggi, otto anni dopo, il Sud Africa ha la più alta perc entuale di stupro nel mondo. Gli uomini neri Sud Africani stanno stuprando le Donne Nere Sud Africane. Dov'è lo scalpore internazionale contro questi atti barbari come ci fu contro l'apartheid ? Le Donne Nere Sud Africane così come gli uomini neri Sud Africani hanno lottato e sono morte per la loro libertà. Le donne Algerine cosi' come gli uomini Algerini, hanno lottato e sono morti insieme e hanno vinto la fine della colonizzazione Francese nel loro paese nel 1962 e nel 2002, nel 40 aniversario dell'indipendenza Algerina dalla Francia, le Donne Algerine stanno lottando e morendo per i loro diritti come Donne in Algeria.
Se il razzismo, in tutte le sue manifestazioni violente finisse in questo preciso momento, tutte le Donne di discendenza Africana, le Donne Arabe, le Donne Asiatiche, le Donne delle Isole Pacifiche, le Donne Ispaniche, le Donne Indigene non sarebbero al sicuro. Finchè gli uomini di discendenza Africana, gli uomini Arabi, gli uomini Asiatici, gli uomini delle Isole Pacifiche, gli uomini Ispanici, gli uomini Indigeni non porranno fine a tutte le forme di violenza di genere che accadono ogni minuto e ogni giorno, con la stessa vigilanza in cui il razzismo, la xenophobia, il colonialismo, lo sfruttamento, la repressione della polizia, le sanzione dello stato sulla violenza e l'incarcerazione sono affrontati, le comunità di colore non saranno mai unite .. non saranno mai sane ... non saranno mai sicure.
"NO!" sarà il primo documentario nel suo genere. Vorrei inoltre, sottolineare che "NO!" appartiene ad una lunga tradizione di protesta di donne nere scrittrici, attiviste, artiste, poete come:
Ida Wells Barnett, Amy Jaques Garvey, Zora Neale Hurston, Toni Morrison, Maya Angleou, Toni Cade Bambara, Gwendolyn Zoharah Simmons, Elaine Brown, Shirley Chilsom, Florence Kennedy, National Black Feminist Organization, Combahee River Collective, Alice Walker, Audre Lorde, Loretta Ross, Nkenge Toure, Angela Y. Davis, ntozoake shange, Michelle Wallace, Barbara Smith, Beverly Guy Sheftall, Sweet Honey in The Rock, bell hooks, Sonia Sanchez, Elsa Barkley Brown, National Black Women's Health Project, African American Women in Defense of Ourselves...
All'età di 33 anni, ho preso la forza da queste pioniere i cui scritti, l'attivismo e il lavoro culturale hanno preceduto ed ispirato il mio lavoro di attivista. Attraverso "NO!" rappresento sullo schermo quello che è stato scritto nei libri, nei giornali, nelle riviste, nei periodici, negli appunti, su pezzi di carta, di cui si è parlato e discusso nelle conferenze, nei centri e nelle organizzazioni della nostra comunita', nelle case, nelle scuole, nei colleges e nelle universita', nelle chiese, nelle moschee e nei templi.
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Questo saggio è in memoria dell'eredità, delle vite e del lavoro di: Rhoda Bell Temple Robinson Hudson Douglas, Jesse Neal Hudson, Rebecca White Simmons Champan, Ollie B. Smith, Mattie Simmons Brown ...
E' dedicato a: lyana Ali, Courtney Simmons, Christina Simmons, Stella Roline Perrault, Mico Fazakas, Simone Xavier, Savannah McNeal, Zari Thaites-Simmons e a tutte le bambine appena nate e che nasceranno. Possano loro mai vivere l'orrore dell'incesto, delle molestie, delle aggressioni perpetrato contro donne e bambine.

 

 

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