Tra mito e incubo: i terribili anni cinquanta

di
Rosanna Fiocchetto

(Saggio pubblicato nel libro "I sapori della seduzione"
Il ricettario dell’amore tra donne nell’Italia degli anni ’50 di Gabriella Romano
, edizione Ombre Corte, 2006

Dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, in ogni paese occidentale, le donne vengono "rimesse al loro posto" per favorire la reintegrazione maschile sul mercato del lavoro: e "il loro posto" è la casa, la famiglia. Per incoraggiare questa operazione viene imposta attraverso i media, in particolare attraverso il cinema e la pubblicità, una "mistica della femminilità" (1) che fissa rigidamente l'immagine e i confini della "vera donna". Ribadire il "tradizionale" ruolo femminile, il "naturale destino biologico" delle donne, è il compito principale dell'ideologia patriarcale del secondo dopoguerra.

Queste quattro immagini sono tratte dal libro:"I sapori della seduzione" Il ricettario dell’amore tra donne nell’Italia degli anni ’50 di G. Romano

Intanto loro - padri, mariti, fratelli - negli anni Cinquanta ricostruiscono il nuovo assetto del potere: la Germania si divide in due e si delineano i blocchi politico-economici dell'Unione Sovietica e degli Stati Uniti, antagonisti impegnati in una spietata "guerra fredda"; al tramonto del vecchio colonialismo si affianca l'inizio del neocolonialismo, basato sull'imperialismo economico; vengono istituiti vari organismi che controllano la produzione di materie prime e le fonti di energia.
E' un decennio di "turn over" dei potenti: nel 1952 Elisabetta II diventa regina d'Inghilterra; nel '53 Eisenhower assume la presidenza americana; nell'Urss la morte di Stalin apre una lotta sanguinosa per la sua successione politica, conclusa nel '58 con la "destalinizzazione" e l'elezione di Kruscev; nel 1954 Mao Tse-tung assume la guida della Repubblica Popolare Cinese; nel 1956 Nasser diventa capo dello stato in Egitto; nel '58 il generale De Gaulle proclama la Quinta Repubblica in Francia e ne diviene presidente; Pio XII muore nello stesso anno lasciando la guida del Vaticano a Giovanni XXIII (Angelo Roncalli); nel 1959 a Cuba cade il dittatore Batista e sale al potere Fidel Castro.
I potenti cambiano, ma le guerre restano. Le illusioni di pace durano poco: la guerra di Corea (1950-53) e gli altri conflitti nel sud-est asiatico, la contrastata liberazione dell'Algeria (1955-1962), il "blocco orientale" sovietico del Patto di Varsavia, le rivolte in Polonia e in Ungheria, la "crisi di Suez" tra stati arabi e Israele (1956), la "corsa agli armamenti" smentiscono il mito di quel "progresso" rivendicato dalla messa in opera del primo computer (1951) e dal lancio del primo satellite artificiale della terra, lo Sputnik I (1957), con il quale l'Unione Sovietica apre ufficialmente la competizione spaziale con gli Stati Uniti.

Fotografia del Bel Paese

In Italia le rovine belliche sono ancora visibili: sotto le bombe sono andati distrutti sei milioni di vani, più di 7000 ponti, un quarto della rete ferroviaria. Le bombe e le mine inesplose continuano a mietere vittime, soprattutto tra i bambini che, a scuola, sono sottoposti ad una ossessiva campagna di informazione sugli "ordigni", mentre si raccolgono fondi per i "mutilatini di don Gnocchi". Nel 1951 il primo censimento del dopoguerra rileva 47.516.000 abitanti: il 42,2% della popolazione attiva è impegnata nell'agricoltura, il 32,1% nell'industria, il 25,7% nel terziario. Nel 1952, 63.000 tra prigionieri e dispersi in Russia non sono ancora tornati. Tornano invece i "coloni" africani e i profughi istriani. Nel '54 il "Territorio libero di Trieste", controllato dagli alleati, passa all'Italia. I massacratori fascisti, tra amnistie e condoni, restano impuniti; molti si nascondono in Sud America insieme ai gerarchi nazisti. Anche il cadavere di Mussolini è scomparso ma salta fuori nel 1957, per essere sepolto a Predappio, che diventa subito un luogo "cult" per i nostalgici. Si insabbiano le indagini su un'altra scomparsa, quella del tesoro di Stato, il cosiddetto "oro di Dongo". Il fascismo si ricostituisce "legalmente" nel partito del Movimento Sociale Italiano (MSI), e inquadra i suoi giovani militanti nell'organizzazione studentesca del FUAN, che imperversa nelle università e che nel '55 assalta la libreria di sinistra "Rinascita" di Roma a colpi di bombe a mano.

Durante la fase della ricostruzione, si succedono i governi democristiani di centro-destra di De Gasperi, Pella, Fanfani, Scelba, Segni, Zoli (presidenti della Repubblica, Einaudi e Gronchi).
Per assicurarsi il potere, la Democrazia Cristiana spinge il parlamento ad approvare la "legge truffa" elettorale del 1953 con il cosiddetto "premio di maggioranza". E, nel 1954, il parlamento discute e vota in pochi giorni la riforma del codice di procedura penale, esclusivamente per far uscire dal carcere preventivo una quarantina di politici accusati di corruzione e di peculato.

Il nuovo medium di massa, la televisione, comincia le prime trasmissioni nel 1954: è in bianco e nero e a programma unico, dominato dalla censura democristiana.
 

Il fisco, malgrado la riforma Vanoni, è sempre di più un meccanismo persecutorio, che crea continuamente nuove forme di tassazione. La polizia, riorganizzata da Mario Scelba con la moltiplicazione in cinque diverse polizie e con l'invenzione della "Celere", spara sui braccianti e sugli operai. Anche la mafia sviluppa indisturbata la sua organizzazione: alcuni arresti clamorosi sono solo il sintomo di un ricambio ai suoi vertici.

3 gennaio 1954 scocca l'ora della televisione [foto Farabola]

Dal 1955 l'Italia, che già dal 1949 aveva aderito alla NATO con il "Patto Atlantico", viene ammessa a far parte dell'ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite). Nonostante avesse iscritto nella sua costituzione il "ripudio della guerra", aderisce al riarmo e investe fondi consistenti nelle spese militari: è il prezzo da pagare per i 2800 milioni di dollari versati dagli americani come contributo alla ricostruzione.
L'Italia degli anni Cinquanta è un paese caratterizzato da grandi squilibri economici, con due milioni e mezzo di disoccupati e un reddito medio che è meno della metà di quello dei francesi e poco più di un terzo di quello dei belgi. Le lotte operaie e contadine sono violente, ma nel 1950 il sindacato si spacca nei tre tronconi di Cgil, Uil e Cisl. In questo decennio oltre un milione di italiani emigra in America, e sette su dieci sono del Meridione. Nel 1959 le "vedove bianche", che non hanno notizie né denaro dai mariti emigrati, sono circa 400.000. Le rimesse degli emigranti contribuiscono alla ricostruzione, ma risolvono solo in parte il gravissimo problema degli alloggi. E' anche fortissima l'emigrazione interna, dalle aree depresse del Sud verso le città settentrionali.

< Panettoni prima dell'infornata nello stabilimento Motta di Milano, 1950 [foto Villani]
Il reparto adibito al confezionamento dei panettoni nello > stabilimento Motta di Milano, 1950 [foto Villani]
Archivi Alinari - archivio Villani, Firenze

Mentre si sviluppa un selvaggio abusivismo edilizio, alle migliaia di senzatetto si aggiungono, nel 1951, le vittime dell'alluvione del Polesine.
L'economia arranca verso il "miracolo" degli anni Sessanta.

 
Si afferma il modello del "capitalismo famigliare", dalle imprese più grandi alla fitta rete di piccole e medie imprese.
Decolla anche lo Stato-impresa, mentre tramonta la linea liberista di De Gasperi e Einaudi: il piano Vanoni del '54, la "programmazione economica", punta su strumenti pubblici di intervento tramite l'Iri, l'Eni, enti vari, il sistema bancario.
Nel 1956 si mette la prima pietra dell'Autostrada del Sole, che segna la scelta di privilegiare il trasporto privato, e con esso l'industria dell'auto, su quello pubblico.
Alla fine degli anni Cinquanta, 51 milioni di abitanti vivono raggruppati in 14 milioni di famiglie, e la famiglia è l'istituzione che più conta.
Esposizione della Fiat 500, 1957 [foto Villani]

Il Sant'Uffizio interviene su ogni aspetto della vita intima e sociale degli italiani; si sviluppano le organizzazioni cattoliche (nel '54 l'Azione Cattolica controlla una rete di 4000 sale cinematografiche), mentre cresce il mito di Padre Pio e si moltiplicano le madonne pellegrine, le guarigioni miracolose, le icone papali benedicenti e osannate, in un clima di piena restaurazione clericale.

Tra evasione e cultura

Lo stato è carico di debiti, i salari sono bassissimi. Per dimenticare, e far dimenticare, nascono nuove forme di divertimento popolare: il festival musicale di San Remo che lancia Nilla Pizzi, Domenico Modugno e Jula De Palma; i quiz, le lotterie e i giochi d'azzardo di stato (lotto, totocalcio, enalotto), che promettono ad ognuno guadagni mirabolanti; i concorsi di Miss Italia, nei quali si mettono in luce le dive nazionali, da Lucia Bosè a Silvana Mangano, Gina Lollobrigida, Sofia Loren. La Fiat lancia sul mercato automobili di massa, alla portata di tutti: prima la "Seicento" e poi la "Cinquecento".

La Cinquecento
"Il Musichiere", è il primo programma televisivo di giochi musicali e incolla davanti al piccolo schermo l'Italia intera. Comincia il 7 dicembre 1957
Nel 1954 Giulio Natta mette a punto il moplen, un materiale duro, resistente e leggero, che frutta all'inventore il premio Nobel per la chimica.
Lucia Bosè alla guida di una Lambretta. [foto Farabola]




Ma il mezzo di locomozione più popolare è la "Vespa", che insieme alla "Lambretta", e alla "Lettera 22" prodotta da Olivetti, pubblicizza all'estero il nascente "design italiano". Nel 1956 le aziende concedono il sabato libero e dilaga il neoturismo del "week end". Si diffondono sempre più la televisione, la plastica, i primi elettrodomestici (frigoriferi e lavatrici dal 1955 al 1960 quadruplicano le vendite), grazie anche allo sviluppo della pubblicità e ad una nuova generazione di "persuasori occulti" che spingono l'Italia contadina e risparmiatrice sulla strada senza ritorno del consumo.

Nel campo culturale, il neorealismo cinematografico italiano si impone a livello internazionale, in particolare con le opere di Roberto Rossellini, Luchino Visconti e Vittorio De Sica, e con la figura intensa di Anna Magnani.
Il "boom" del cinema è un fenomeno di massa: l'Italia conquista il primato europeo del numero di sale cinematografiche, dove impazza la comicità di Totò e dove il neorealismo incontra un successo popolare con commedie leggére (Pane, amore e fantasia , Poveri ma belli, I soliti ignoti ).
Drogati di cinema, gli italiani vedono arrivare sugli schermi il mito erotico di Marilyn Monroe (Niagara,1952;
 
Gli uomini preferiscono le bionde, 1953; A qualcuno piace caldo, 1959) e della sua controparte maschile Marlon Brando; il divismo di Elizabeth Taylor, Ingrid Bergman, Grace Kelly; la moda della fantascienza che fissa lo stereotipo del "diverso" e
 
dell'alieno come minaccia; i gialli di Alfred Hitchcok ed i "kolossal" hollywoodiani come Ben Hur e I dieci comandament (1956) di De Mille. Roger Vadim, con Et Dieu crea la femme (1956), lancia Brigitte Bardot che diventerà il nuoxo sex symbol europeo. James Dean, protagonista di Gioventù bruciata, muore nel '55 a 24 anni trasformandosi subito in un "cult". I più raffinati si godono Viale del tramonto (1950) di Billy Wilder, Rashomon (1951) e I sette samurai (1954) di Akira Kurosawa, Un tram che si chiama desiderio (1954) di Elia Kazan, Sorrisi di una notte d'estate (1956) di Ingmar Bergman, e il debutto della "Nouvelle Vague" cinematografica francese con Chabrol, Malle, Truffault.

<  Renata Tebaldi al teatro Manzoni di Milano nel 1957. [foto Farabola, Milano]

I nostalgici della lirica si appassionano al duello tra Maria Callas e Renata Tebaldi, ma l'opera è travolta sia dalla canzone popolare italiana che dall'arrivo in Italia, nel '56, dell'irresistibile rock di Elvis Presley, insieme alle melodie romantiche di Paul Anka. Vanno di moda l'hula hoop, i romanzi di Françoise Sagan e la Lolita di Nabokov.
Il 12,9% della popolazione italiana è analfabeta, ma gli "altri" italiani di questo decennio leggono sempre di più: emergono scrittori come Pratolini, Calvino, Fenoglio, Gadda, Buzzati, Bassani, Cassola, Ortese, Flaiano, De Cespedes, Vittorini, Pasolini, Moravia, Morante. Il poeta Salvatore Quasimodo ottiene il premio Nobel. Il grande successo editoriale de Il dottor Zivago di Boris Pasternak tocca anche l'Italia, miracolando commercialmente l'editore Feltrinelli insieme al successo de Il Gattopardo (1958) di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Approdano in traduzione italiana anche la "beat generation" americana di Jack Kerouac, Lawrence Ferlinghetti, Gregory Corso e Allen Ginsberg, il teatro alienato di Beckett e quello di Tennessee Williams.
Lotta all'analfabetismo: maestro e scolari sui banchi di una cuola di montagna, 1950 ca.
Touring Club Italiano/Gestione Archivi Alinari, Milano
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