|
Le foto della serata >
|
Il
libro >
| Undici
donne raccontano la loro vita e i loro amori con altre
donna durante gli anni '50, il decennio più
moralista e bigotto della nostra storia recente. Amori
vissuti nella clandestinità, spesso coperti
dalla rispettabilità di un'amicizia, consumati
in fretta, a casa, con l'alibi di un invito, in assenza
dei mariti.
Amori che non potevano uscire delle mura domestiche
per evitare lo scandalo o, ancora peggio, le cure
psichiatriche imposte a chi |
|
era anche solo
sospettata di lesbismo, una prassi tristemente diffusa in
quegli anni per "curare" quella che era considerata
a tutti gli effetti una malattia mentale. Una serie di testimonianze
su un argomento ancora in parte tabù in Italia, narrato
con ironia e con il gusto di raccontare l'illecito e il
sotterfugio scanzonato. Il tutto condito dalle ricette di
manicaretti d'altri tempi che accompagnavano queste scappatelle
e a cui il ricordo appare indelebilmente associato: il cibo,
altra fonte di piacere, diventa simbolo della riconquista
di una sessualità negata. Le protagoniste confessano
oggi i segreti occultati dalle tendine di pizzo della provincia
italiana. Sono ricordi divertenti e divertiti di come si
aggiravano le regole e si riusciva ad essere se stesse,
infrangendo lo stereotipo della donna modello, quella dei
rotocalchi femminili che tutti conosciamo. Del resto, come
si può leggere anche nel saggio conclusivo di Rosanna
Fiocchetto, gli anni '50 sono stati così un po' per
tutti e questi racconti mettono garbatamente in rilievo
l'ipocrisia e la retorica dell'Italia dei valori democristiani,
della famiglia e del benessere borghese del dopoguerra.
L'autrice
> Gabriella Romano è nata a Torino.
Ha lavorato come giornalista per La gazzetta del popolo,
Rai Radio 3 e varie riviste di musica classica e teatro.
Al termine di un master di regia del documentario, conseguito
al Goldsmiths' College di Londra, ha realizzato un documentario
per la BBC 2, intitolato A Son of the Desert. In seguito
ha realizzato numerosi documentari indipendenti, tra cui
Pazza d'azzurro (1996), vincitore del Premio del Pubblico
al Festival "Immaginaria" di Bologna nel 1997
e della Menzione Speciale al Festival di Cinema Gay e Lesbico
di Milano, sempre nel 1997; L'altro ieri (2001), sull'omosessualità
femminile durante il fascismo e Ricordare (2003), documentario
di storia orale sull'esperienza dei gay italiani durante
il regime. Il suo video didattico Lesbian Health Matters
(Questioni di salute lesbica) ha ottenuto la Menzione speciale
al Concorso indetto dall'Ordine dei Medici Britannici. Tornata
in italia, oltre a collaborare per varie emittenti britanniche,
nel 2003-2004 ha coordinato la redazione di una TV web,
www.equalportico.it, incentrata su donne, lavoro e nuove
tecnologie. Nel 2005 è stato pubblicato il suo primo
racconto nell'antologia intitolata Principesse azzurre 3
(Mondadori 2005).
Saggio conclusivo del libro >
Tra mito e incubo:i terribili
anni cinquanta
di Rosanna Fiocchetto >
Dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, in ogni
paese occidentale, le donne vengono "rimesse al loro
posto" per favorire la reintegrazione maschile sul
mercato del lavoro: e "il loro posto" è
la casa, la famiglia. Per incoraggiare questa operazione
viene imposta attraverso i media, in particolare attraverso
il cinema e la pubblicità, una "mistica della
femminilità" (1) che fissa rigidamente l'immagine
e i confini della "vera donna". [continua]
|