Ricordando FannyAnn

FannyAnn Eddy

Attivista lesbica

uccisa in Sierra Leone



Riteniamo che parte della comunità lesbica e gay abbia perduto di vista il significato di rottura che la scelta omosessuale potrebbe avere rispetto ad un sistema di eterosessualità obbligatoria basato sulla famiglia. La politica di richiesta dei diritti, quale forma principale di rivendicazione e di riconoscimento sociale, rischia di diventare, a nostro avviso, uno strumento di omologazione piuttosto che di liberazione, una nuova gabbia dorata sulla falsa riga di finte libertà che negano ancora una volta l'attenzione alla soggettività-individualità lesbica.

“Una lesbica che non reinventa il mondo è una lesbica in via di sparizione”(1).

Nello specifico, riteniamo che limitare la politica dei diritti ad una rivendicazione/riconoscimento di tipo giuridico a partire dal concetto di famiglia vuol dire rinunciare ad un più ampio ripensamento politico, culturale/simbolico e sociale delle categorie quali lesbismo e omosessualità e della stessa eterosessualità.
Il termine famiglia assume per noi un significato di non libertà proprio perché espressione solo parziale delle compagini sociali esistenti e nascenti. Una nozione, quella di famiglia, che impone una visione sociale e culturale normante. Non sentiamo la necessità di omologarci a questo modello relazionale unico attraverso un riconoscimento istituzionale. Ma bisogna riconoscere l'esistenza sul piano sociale e culturale di diverse tipologie familiari. Il modello relazionale di famiglia eterosessuale, quindi, non può e non deve essere applicato ed esteso, nelle sue modalità, ad altre forme di relazioni siano esse affettive, politiche, economiche.
Come lesbiche fuoricampo non prescindiamo dal vivere e porci con consapevolezza nel mondo e non possiamo esimerci dal considerare che in un mondo costruito sulla dualità normalità/esclusione esistono altre categorie di esclusi.

I diritti hanno tanti colori, tante forme e tante lingue.

> Il diritto all'esistenza degli animali e della Terra.
> I diritti delle lesbiche e dei gay migranti che già come migranti subiscono riduzioni delle loro libertà.
> I diritti delle lavoratrici e dei lavoratori sfruttate/i dalle multinazionali e su cui noi come consumatrici del mondo privilegiato possiamo incidere attraverso il commercio equo-solidale
e boicottaggio, reali strumenti di cambiamento.

Ognuno di questi esseri singolari e diversi deve essere rispettato.

1 Nicole Brossard, La lettera aerea, Estro Editrice, 1990


 


Articoli:

Il rovescio del diritto: integrazione o auto-rappresentazione?
Contributo di Fuoricampo Lesbian Group per il convegno
“Il soggetto lesbica. Sovvertire il pensiero assoluto per una ri-scrittura del simbolico”