Una storia necessaria di Liana Borghi recensione del libro
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trame di seduzioni, fughe e tradimenti delle ricche
espatriate nelle colonie di Parigi, Venezia, Firenze, Capri; altre ancora
denunciano la costruzione, medicalizzazione e contenzione di comportamenti
sessualmente e socialmente devianti, non solo nelle classi alte ma tra
lavoratrici, serve, schiave, prostitute, in occidente e comparativamente
in altri paesi e tempi.
Ma in Italia, per quanto non del tutto assenti, specie in ambito sociologico, gli studi sul lesbismo sono rimasti studi di nicchia e di Movimento, producendo materiale che se da un lato compie un necessario lavoro di divulgazione di testi stranieri non tradotti, dall’altro alimenta narrative ed immagini di importazione con un loro cachet neocoloniale di cui risente anche il nostro immaginario, GLBTQ o etero che sia. Accanto a queste pubblicazioni italiane c’è però da anni un filone semi-sommerso che si nutre di risorse alternative, quali il sentito-dire, ricordi, interviste e testimonianze registrati su radio e tv o pubblicati sulle riviste del Movimento, questionari, cronologie dei gruppi, discussioni internet, portali, liste, blog. Più gossip che cultura, si è detto; ma grazie a incroci di sinergie personali e culturali, e a nuove opportunità di pubblicazione (come la maggiore editrice lesbica, Il Dito e la Luna), grazie alla crescita di piccole biblioteche e archivi, la storia lesbica italiana comincia a prendere una sua forma. E ci piace che a pubblicare questo libro sia una casa editrice non schierata (Rosenberg & Sellier) che negli anni ha molto sostenuto gli studi delle donne. Se una generazione di storiche lesbiche femministe non solo straniere si è specchiata in situazioni dove la solidarietà contava più della sessualità, le autrici di Fuori della norma, costruzioniste post-foucaultiane, sono impegnate a ricercare quali strutture di potere costruiscano discorsi e identità collegati alla sessualità (“quel nucleo centrale dove corpo e psiche incontrano il sociale per costituire il soggetto”), e quindi come nasce, cambia, si afferma e performativamente si riproduce la categoria “lesbica” in quanto contestato significante che collega esperienze devianti rispetto alle varianti specifiche della normatività eterosessuale. Le sei autrici di questa raccolta (Elena Biagini, Alessandra Cenni, Nerina Milletti, Nicoletta Poidimani, Gabriella Romano, Laura Schettini) verrebbero definite altrove “ricercatrici indipendenti” – appassionate e competenti studiose dalla cui etichetta amatoriale traspare la dedizione a uno scavo storico condiviso dalle associazioni GLBTQ. Il materiale (con un’ottima bibliografia) proviene da fonti orali, archivi, testi dell’antropologia positivista e giornali di inizio Novecento, interviste e narrativa, letteratura di propaganda e proclami fascisti; gli strumenti critici attingono alla sociologia e alla sessuologia, dalle politiche identitarie alle teorie sul genere alla performatività del queer. Nel saggio introduttivo dedicato al lessico di questa raccolta, Nerina
Milletti -- che in saggi precedenti aveva analizzato come la costruzione
antropologica del corpo lesbico serva a costruire meccanismi di controllo
sul genere, definendone la “naturalità”, e come
anche il linguaggio si faccia portatore di storia e identità
situate e posizionate -- definisce il lesbismo una istituzione sociale
con una storia politica usata per stigmatizzare ed escludere soggetti
che non si conformano a questa norma, o vi resistono. La prospettiva
storica implica ricostruire lo sviluppo di un’idea, dai gesti
di singole donne fino ai movimenti di oggi, e si impegna a investigare
forme di socialità diffusa che ignoriamo, ipotizzando una subcultura
ancora da scoprire. (Una "Una storia necessaria" è stata pubblicata sul giornale Liberazione di sabato 14 Giugno 2007) Liana Borghi si
occupa di letteratura anglo-americana. Tra i transiti della sua storia,
Linea Lesbica Fiorentina, Estro editrice, L’Amando(r)la, la divisione
lesbica di W.I.S.E. (Women’s International Studies Europe), la
Società Italiana delle Letterate, la rete tematica europea AOIFE/ATHENA
per gli studi delle donne. Nel 2000-2001 promuove la fondazione del
Centro Studi GLTQ; nel 2001 il primo Laboratorio estivo su genere e
intercultura, “Raccontar/si”, da lei diretto, ora alla sesta
edizione. In occasione del Pride 2004 organizza con il gruppo Lespride,
a Firenze, il Polispazio Queer; l’anno successivo, con ArciLesbica
Firenze, il convegno “Outlook: Tendenze lesbiche 2005”;
e poi con Ireos il convegno “Rappresent/Azioni: biomitografie
GLTQ”, appena concluso.
Ha pubblicato su Mary Wollstonecraft, Kate Chopin, l’etica sociale dell’Ottocento, donne viaggiatrici, la scrittura modernista, scrittrici ebree americane, la poesia di Adrienne Rich, narrative e teorie lesbiche. Ha curato con Rita Svandrlik, S/Oggetti Immaginari. Letterature comparate al femminile (QuattroVenti 1996) e Passaggi: Letterature comparate al femminile (QuattroVenti 2002); con Clotilde Barbarulli, Visioni in/sostenibili. Genere e intercultura (CUEC 2003) e Figure della complessità. Genere e intercultura (CUEC 2004); è in corso di stampa un terzo volume, Forme della diversità. Genere e intercultura. © 2003_7 Fuoricampo Lesbian Group - Tutti i diritti sono riservati. |