Alcuni interventi:
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biografie >
Katy Barasc
> Per una genealogia della parola lesbica: dal subire
al gioire
La parola ‘lesbica’ nasce senza territorio, la nominazione
stessa essendo negazione. Tale è la falla del logos. Ma
possiamo re/investire nel giubilo, un vocabolo inospitale, facendo
emergere la soggettività di chi, liberata dal reclutamento
nel genere e dal neutro, crea la propria figura finora inesistente
nel simbolico, privo di universale “concreto“.
Michèle Causse >
Chi ha paura di Valérie Solanas?
Valérie Solanas, famosa per aver tentato di uccidere Andy
Warhol, è un’“arpia” che ha scritto il
pamphlet “Scum” (Manifesto per l’eliminazione
dei maschi), enumerando i delitti, i crimini commessi dagli uomini
contro le donne, è la prima che ha osato proporre l’eliminazione
materiale degli uomini e a suggerire proposte di società
alternativa molto ispirata.
Danielle
Charest > Omologazione: i contratti
affiliati al matrimonio. Una fuga all’indietro
Invece di lottare contro le istituzioni dell'eterosocialità,
gli integrazionisti danno la loro cauzione esigendo di farne parte
e così negano i diritti universali che sono quelli dell'individuo
e non della coppia, nel senso più reazionario. Contro l'impero
etero-omosociale, le lesbiche e le donne dovrebbero associarsi,
cioè dotarsi dello strumento della lesbosocialità.
Jacqueline
Julien - Bagdam Espace Lesbien >
F(emale) to L(esbian): per un nuovo GENERE di visibilità
Il CORPO lesbico, appena visibilizzato, invariabilmente scompare
dal palcoscenico sociale e dal campo simbolico. Ridotta alla lettera
L nell'occulta sigla LGTB, la corporeità lesbica viene
meramente cancellata. Si tratta di riproporre la questione della
visibilità, se NON vogliamo sottoscrivere al contratto
etero-omosociale che strutturalmente ci nega.
Rosanna
Fiocchetto > Fenomenologia e pratica
della rabbia - Amazzoni di ieri e di oggi
La rabbia delle donne ha una storia, una dimensione simbolica
e un valore politico che il patriarcato cerca costantemente di
mistificare o di reprimere. E' un potente strumento di trasformazione
con cui il movimento lesbico può materializzare il mito
delle antiche Amazzoni nelle lotte del nuovo millennio.
Simonetta Spinelli > Dalle
guerrigliere alle civilizzate
Abbiamo costruito, faticosamente e con coraggio, un patrimonio
di consapevolezza lesbica, segnato il pensiero, la cultura, la
politica della modernità con le nostre vite e le nostre
pratiche. Oggi sembra che la nostra aspirazione sia solo adeguarci
ad un sistema di diritti che santifica le discriminazioni legalizzate.
Da quando e come ci siamo così distratte da pensare che
l'autolesionismo sia una conquista politica?
Lucilla Ciambotti - CLR >
Valérie Solanas: la mistica dell’utopia
Fra le donne che hanno costruito una prospettiva diversa del mondo,
Valérie Solanas, con il coraggio della sua visionarietà,
ci ha indicato un linguaggio in grado di rivelare gli inganni
del sistema dominante e di scardinarne il pensiero egemone. La
sua fantasia utopica rappresenta per noi una forma di insubordinazione
con cui ri-significare il mondo a partire dalle nostre esistenze.
Rosy Paparella e Vinci Fiore
- Desiderandae > Luki
Massa - Fuoricampo > Il rovescio
del diritto: integrazione o auto-rappresentazione?
Danielle Charest compie un'analisi critica della politica integrazionista
che perpetua l'adesione ad un modello delle relazioni umane di
tipo conservatore, basato sull'eterosocialità e sulla sacralità
del numero due.
Le sue considerazioni rappresentano un'occasione preziosa di riflessione
per la comunità lesbica italiana, suggerendo una voce diversa
che combatte radicalmente le istituzioni reazionarie e frena la
corsa legislativa, sostenuta a maggioranza dalla comunità
omosessuale, al volervi appartenere a tutti i costi.

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