Spagna, omosessualità e passato franchista.

In Spagna, il governo Zapatero sta preparando una legge per risarcire decine di migliaia di gay e lesbiche imprigionati e in molti casi torturati e uccisi durante il regime dittatoriale del generale Francisco Franco (durato per 40 anni fino alla sua morte nel 1975). Sotto la dittatura di Franco l'omosessualità era un crimine perseguibile con le leggi del 1933 e del 1954, e con quelle contro le persone "socialmente pericolose"; verso la fine del regime, la prigione venne sostituita con i manicomi, dove le persone lgbt rinchiuse venivano sottoposte a droghe sperimentali e a elettroshock per "curarle". In particolare vennero aperti nel paese due centri di
"rieducazione sessuale" forzata i cui internati non vennero liberati fino al 1979, due anni dopo che il nuovo governo spagnolo aveva introdotto una amnistia generale. Altri, fino al 1975, venivano mandati in prigioni speciali chiamate "galerias de invertidos". La legge franchista anti-omosessualità venne abolita nel '79, ma solo con il governo Zapatero la Spagna si è definitivamente liberata dall'eredità sociale e politica di questi crimini. Per i gay e le lesbiche perseguitati durante il periodo franchista le ferite restano; alcuni di essi sono solo larve umane, il risultato degli esperimenti medici su di loro.
Nel 2001 il governo spagnolo aveva formalmente riconosciuto la persecuzione di massa subita dagli omosessuali durante il regime franchista. Ma il partito conservatore di Aznar aveva impedito, votando contro, che venisse approvato un emendamento che avrebbe automaticamente dato un indennizzo finanziario agli ex prigionieri omosessuali.
Il ministro della Giustizia del governo Zapatero, Juan Fernando Lopez Aguilar, ha detto che la legge sul risarcimento verrà presentata al parlamento all'inizio del 2007: includerà una somma corrisposta subito e una pensione mensile.
Una delle persone che verranno risarcite è Antonio Ruiz, di Valencia, mandato in prigione a 17 anni nei giorni finali del regime di Franco dopo aver detto a sua madre che era omosessuale. La madre si consultò con una suora che andò direttamente alla polizia e lo denunciò. Antonio venne arrestato e in carcere venne stuprato e torturato psicologicamente dalle guardie e dai medici. Alla fine degli anni Novanta, durante un controllo stradale della polizia che aveva verificato via radio la sua patente, Antonio scopri' che la sua omosessualità era ancora registrata su un dossier della polizia come crimine. "Guarda, questo è frocio", aveva detto il vigile della polizia stradale al suo collega. Solo vari anni dopo Antonio riusci' a far cancellare dalla sua fedina penale il "crimine". Ora vuole un indennizzo, e dice: "Non è una questione di soldi, ma una restituzione morale per chi è stato brutalmente perseguitato e la cui vita è stata rovinata".

Notizia tratta da: 365gay.com
wikipedia - Guerra civile spagnola
wikipedia - Federico García Lorca