Spagna, omosessualità e passato franchista.
"rieducazione sessuale"
forzata i cui internati non vennero liberati fino al 1979, due anni
dopo che il nuovo governo spagnolo aveva introdotto una amnistia generale.
Altri, fino al 1975, venivano mandati in prigioni speciali chiamate
"galerias de invertidos". La legge franchista anti-omosessualità
venne abolita nel '79, ma solo con il governo Zapatero la Spagna si
è definitivamente liberata dall'eredità sociale e politica
di questi crimini. Per i gay e le lesbiche perseguitati durante il periodo
franchista le ferite restano; alcuni di essi sono solo larve umane,
il risultato degli esperimenti medici su di loro.
Una delle persone che verranno
risarcite è Antonio Ruiz, di Valencia, mandato in prigione a
17 anni nei giorni finali del regime di Franco dopo aver detto a sua
madre che era omosessuale. La madre si consultò con una suora
che andò direttamente alla polizia e lo denunciò. Antonio
venne arrestato e in carcere venne stuprato e torturato psicologicamente
dalle guardie e dai medici. Alla fine degli anni Novanta, durante un
controllo stradale della polizia che aveva verificato via radio la sua
patente, Antonio scopri' che la sua omosessualità era ancora
registrata su un dossier della polizia come crimine. "Guarda, questo
è frocio", aveva detto il vigile della polizia stradale
al suo collega. Solo vari anni dopo Antonio riusci' a far cancellare
dalla sua fedina penale il "crimine". Ora vuole un indennizzo,
e dice: "Non è una questione di soldi, ma una restituzione
morale per chi è stato brutalmente perseguitato e la cui vita
è stata rovinata".
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