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Tratto da: 365gay.com

Un portavoce della polizia ha detto che 120 degli arrestati facevano parte dei dimostranti lgbt, mentre gli altri sono contro-manifestanti che volevano impedire lo svolgimento della marcia gay.
Più di mille poliziotti hanno presidiato la città; quando l'assembramento per la marcia è cominciato, si sono mossi rapidamente e hanno messo le manette sia agli attivisti per i diritti gay, sia agli skinheads e ai membri di un gruppo politico di estrema destra e della chiesa ortodossa che si erano raccolti nei pressi per una protesta. Mentre la polizia si avvicinava al corteo lgbt per fermare la marcia, gli ultrà teo-con hanno cominciato a gridare: "Mosca non è Sodoma!Sodoma non passerà!". Molti testimoni dicono che all'inizio della carica la polizia ha agito in sincronia con i nazionalisti conservatori. Non si sa ancora se i numerosi attivisti per i diritti civili stranieri, venuti da tutto il mondo per partecipare al primo pride di Mosca, siano stati arrestati anche loro. "Conduciamo una azione pacifica. Vogliamo dimostrare di avere gli stessi diritti degli altri cittadini", aveva detto Alexeyev nella conferenza stampa poche ore prima dell'inizio della marcia. Il programma della manifestazione era di portare mazzi di fiori alla tomba del Milite ignoto fuori delle mura del Kremlino, e poi di raccogliersi nella piazza davanti all'ufficio del sindaco Yuri Lukhkov. Ma la polizia ha chiuso l'entrata al giardino in cui è collocata la tomba, e mentre arrivavano i primi gruppi di manifestanti portando fiori, circa 100 estremisti religiosi e nazionalisti vestiti di nero li hanno aggrediti e presi a calci. Fra di essi c'erano anche donne con il velo che innalzavano icone religiose e uomini vestiti da cosacchi. "Li aspettavamo.
Sono le autorità che hanno consentito che succedesse questo", ha detto una donna lesbica che portava un garofano rosso e che ha detto di chiamarsi Anna. Subito dopo c'è stata la carica della polizia, che ha disperso la manifestazione effettuando gli arresti.

Il Washington Post unisce decisamente polizia e anti-manifestanti come forze concorrenti nel fermare il gay pride di Mosca
E riporta una dichiarazione-testimonianza dell'attivista gay inglese Peter Tatchell, che ha partecipato alla marcia: "Siamo venuti qui a portare fiori in questo memorial antifascista (la Tomba del Milite Ignoto, una delle tappe della manifestazione), ma il sindaco è cosi' terrorizzato da noi che ha ordinato di chiudere i cancelli. Appema arrivati, siamo stati assaliti da bande di fascisti e dalla polizia. Oggi è un giorno di grande vergogna per la Russia, perchè una protesta pacifica è stata soppressa".
Una delle principali agenzie di notizie russe mosnews.com minimizza gli arresti e sottolinea la tempestività della polizia nel "salvare" la situazione. L'agenzia russa cattolica Interfax-Religion fa un resoconto tutto suo del gay pride, dicendo che i manifestanti erano 200, che hanno buttato bombe lacrimogene ai passanti e alla polizia e che hanno acceso fuochi, e per questo "altra gente" ha cercato di fermarli. Aggiunge che parecchi giornalisti e stranieri sono stati arrestati, ma che non ci sono stati feriti. Quest'ultima informazione è smentita da un sito web inglese e da altri siti, che parlano di un parlamentare tedesco ferito negli scontri. Si tratta di Volker Beck, aggredito dagli integralisti mentre rilasciava una intervista alla televisione.
Il sito Radio Free Europe della Repubblica ceca rferl.org pubblica una significativa foto dei nazionalisti (barbe bianche, età media 70 anni), un'altra foto in cui si vedono i fuochi accesi dalle teste rasate antigay per impedire il gay pride, e vari ceffi vestiti di nero, oltre alle foto degli arresti. L'agenzia Reuters ("Polizia e contestatori interrompono la parata gay di Mosca") pubblica la foto dell'arresto dell'attivista lesbica Evgeniya Debryanskaya, per il quale a quanto pare sono stati necessari diversi poliziotti.