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Voglio
cominciare ripetendo lo slogan che apre il documento politico
di questo Pride:
visibilità, libertà, laicità, autodeterminazione
Parole importanti che non rappresentano solo la comunità
lesbica gay e transgender, ma tutte le cittadine e i cittadini
che ci tengono alla loro liberta di pensiero, di espressione e
di azione, fuori dal controllo sociale dei nostri corpi. Il nostro
fare politica verso la valorizzazione delle diversità,
di lotta contro ogni forma di discriminazione, è una politica
che riguarda tutte e tutti e non solo le lesbiche, gay e trans.
Fuoricampo Lesbian Group che con gioia a collaborato all’organizzazione
di questo Pride insieme a tanti altri gruppi dell’Emilia-Romagna,
ha scelto come uno degli elementi fondanti del suo pensiero politico,
la visibilità.Visibilità in termini di rivendicazione
irrinunciabile all’esistenza di lesbica. Il lesbismo e rivoluzionario
quando è visibile e la visibilità lesbica e fondamentale
per decostruire modelli e stereotipi.
Oggi e bello essere qui e ha senso anche per ripresentare la nostra
visibilità. Penso che quello che più da fastidio,
irrita, fa venire l’orticaria, insomma non fa dormire la
notte il capo della Chiesa, i politici, i sociologi & co,
non è solo l’omosessualità in se ma il fatto
che ci sia un movimento forte e consapevole, e che siamo in tanti
che lo manifestiamo (vedi il successo del Pride di Torino) tra
l’altro con espressioni spesso felici e contenti. Soggetti
che non aderiscono ad un modello etero-normativo, ma che fanno
vedere di quanti altri colori e di quanti volti e composto questo
mondo.
Ecco perché tanti Lesbian&Gay Pride nel modo sono vietati
e repressi anche con la forza. Vedi il Pride in Russia e Polonia,
perché la visibilità è pericolosa per chi
vuole fare passare un solo mono pensiero etero-obbligatorio una
visibilità che fa da controcanto a tutti quei tentativi
di ricondurci alle regole imposte dai vari credo.
E con questo mi allaccio alla laicità un altro forte pensiero
a cui lavoriamo, Fuoricampo fa parte del coordinamento Facciamo
Breccia e insieme abbiamo partecipato alla manifestazione “NO
VAT: più autodeterminazione, meno vaticano” dell’11
febbraio scorso a Roma.
Per la necessità di una reazione forte ai violenti attacchi
della Chiesa cattolica e della destra : attacchi rivolti a colpire
i diritti e negarne la piena cittadinanza di noi tutte, ad umiliare
ogni aspetto della vita di lesbiche, gay e transgender, ad interferire
in temi che riguardano la vita le scelte di tutte e tutti: dall’interruzione
volontaria di gravidanza alle tecniche di fecondazione artificiale,
dalla libertà di ricerca scientifica alla responsabilità
etica dei soggetti in essa coinvolti, dalla scuola ai consultori,
dalle diversità culturali, dall’uso delle risorse
pubbliche al rapporto tra istituzioni politiche e istituzioni
religiose, eccetera.
In Italia si è rafforzato molto un fronte conservatore,
che alimenta il clima di paura di cui si nutre il razzismo, che
stigmatizza come 'devianti' e 'deboli' le nostre relazioni affettive,
che parla solo di "sacra famiglia tradizionale", negando
le violenze quotidiane e gli stupri che donne e bambini/e subiscono
dietro le mura domestiche.
E qui vorrei ribadire la nostra indignazione di fronte al dilagare
delle violenze sulle donne. I dati agghiaccianti testimoniano
l’esigenza che la politica, quella delle donne e quella
istituzionale, si faccia carico di contrastare questo terribile
crimine.
Come Fuoricampo sono qui per dire che noi ci siamo, che apparteniamo
ad una comunità bella, ricca di differenze, forte e interessante,
non certo come ci definisce il monsignor Vecchi “gruppi
minoritari e inutili per la città” I nostri gruppi
compongono una comunità che da oltre 30 anni opera con
la forza e la passione del volontariato in questa regione e non
solo.
Il 28 Giugno dalla ribellione di Stonewall è la nostra
festa e festeggiamo e nessuno ce lo può impedire.
Vivere la vita apertamente, serenamente e felici di essere.
Fuori dai ricatti fisici, psicologici, materiali > della famiglia,
della società, dellavoro, della scuola.
Questo si può fare e si deve fare e i gruppi e le associazioni
lesbiche, gay e trans ci sono anche per questo. Ma ci vuole anche
uno sforzo e partire da noi. Venite fuori! Fuori da questi ricatti,
siate libere/i e autodeterminate/i, ne vale la pena:-)
Se tutte le lesbiche i gay del mondo uscissero fuori, ma vi immaginate
che forza?
Luki Massa |