Un
soggetto che si nomina lesbica rappresenta un'identità
che, all'interno di una pratica di relazioni con donne e fra donne,
decostruisce la dualità maschile/femminile e coglie l'(auto)inganno
del pensarsi al di fuori di quei due generi quando in realtà
si continua a subirne l'influenza attraverso la fiducia nel neutro.
Le nostre esistenze, il nostro essere lesbiche
e dichiararci tali sovvertono l'ordine dato, il pensiero unico,
l'assoluto della concezione etero-patriarcale e il simbolico che
ne deriva.
Se queste sono la soggettività e la pratica
da cui partiamo, vorremmo allora chiederci:
- da quali visioni muove la nostra necessità
di ri-scrivere il simbolico?
- con quale strategia sapiente (perché inscritta nel corpo)
possiamo smascherare le trappole del linguaggio?
- a partire da quali genealogie, forme della memoria, modalità
di trasmissione identifichiamo gli strumenti per ri-scrivere il
mondo?
- lo riscrivono i movimenti che rivendicano l'omologazione alla
coppia eterosessuale/eterosociale e alla famiglia come luoghi
di privilegi?
A queste domande vorremmo rispondere insieme,
in un convegno che rappresenti una pratica percorribile per sovvertire
e ricostruire l'esistente. E vorremmo farlo partendo dal nostro
posizionarci come soggetto lesbica. |