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Marie Equi, una vita non ortodossa
di Rosanna Fiocchetto
Marie Diana Equi (7 aprile 1872 - 13 luglio 1952), fu una delle
animatrici del movimento radicale americano della prima metà
del ventesimo secolo; visse sino in fondo e combattivamente la
sua identità di lesbica, femminista, medica, anarco-socialista.
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Nata a New
Bedford, nel Massachusetts, da padre italiano e madre
irlandese, trascorse la gioventù in Italia con
il nonno paterno, a causa di una tubercolosi che la spinse
a cercare per la guarigione un clima più favorevole.
Nel 1893 si trasferi’ nell’Oregon, per convivere
con la sua amante Bess Holcomb che aveva ottenuto un incarico
di insegnamento a The Dalles. La sua lunga relazione con
Bess ebbe tutte le caratteristiche di quello che veniva
definito un “ matrimonio
bostoniano”, tranquillo e accettato dal contesto
sociale. Marie Equi, però, era tutt’altro
che mite e tranquilla.
Il 21 luglio 1893 un giornale locale, “The Times-Mountaineer”,
pubblicò un articolo sullo scontro che Marie (chiamata
“Miss Aqua”) aveva avuto con il reverendo
Orson D. Taylor, datore di lavoro di Bess, per una questione
di paga non corrisposta all’amica. Secondo il giornale,
Marie aveva minacciato Taylor di frustarlo, costringendolo
a barricarsi nel suo ufficio.
L’articolo, commentando le rivendicazioni salariali
di Bess, descriveva cosi’ l’azione di solidarietà
di Marie:“La sua personale amica e compagna è
Miss Aqua, una giovane e coraggiosa signora, la quale
dice che non resterà docilmente a guardare Miss
Holcomb venire truffata di cento dollari del suo |
salario, e che prenderà a frustate O.D. Taylor anche se
questo dovesse essere l’ultimo atto della sua vita. La simpatia
della folla era con la giovane signora, e se ella avesse frustato
il reverendo gentiluomo, la multa sarebbe stata pagata in cinque
minuti. Miss Holcomb è una giovane signora colta e ineccepibile,
ed è tenuta in grande stima nella comunità. Miss
Aqua è assai affezionata a lei, e la loro amicizia arriva
all’adorazione”.
Anche il resto della stampa locale si occupò di quanto
era accaduto, sottolineando il modo energico in cui Marie aveva
reagito al torto subito dalla sua compagna. “The Dalles
Chronicle” riferi’: “Con gli occhi fiammeggianti,
è entrata nell’ufficio privato di Mr. Taylor, armata
di un frustino, e ha chiesto soddisfazione. Egli ha affermato
di ignorare la natura della richiesta e ha chiuso fuori l’intrusa,
che era anche accompagnata da Miss Holcomb. Per circa un’ora,
Miss Aquia [sic] ha camminato su e giù per la strada, incurante
della presenza di un centinaio di persone che si godevano lo spettacolo
e facevano ogni genere di osservazioni”.
In seguito all’episodio, Taylor denunciò Marie; ma
ancora prima che l’ingiunzione le venisse consegnata, secondo
il “Chronicle”, lei mise in atto la sua minaccia picchiando
il reverendo in un locale pubblico e costringendolo alla fuga.
Subito dopo, mentre Taylor cercava scampo all’aperto e lei
lo inseguiva con il frustino in mano, fu arrestata dallo sceriffo.
L’incriminazione per aggressione venne poi ritirata in seguito
al pagamento di una cauzione di 250 dollari.
Informando sulla vicenda, il giornale “The Dalles Chronicle”
insisteva sulla relazione tra le due donne: “Sono amiche
di lunga data. C’è stato un ardente affetto tra loro
sin da quando erano entrambe studentesse al Wellesley College…
La loro
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singolare infatuazione, si dice, è stata la causa
della rottura quasi totale tra Miss Holcomb e la sua famiglia.
Suo padre è notoriamente benestante, ma si è
rifiutato di fornire una casa a Miss Aguia [sic], dietro
sollecito di Miss Holcomb. Da allora esse sono state costantemente
l’una in compagnia dell’altra, e si trovano
a The Dalles da oltre un anno. Recentemente Miss Holcomb
ha preso in affitto una fattoria dove entrambe vivono,
molto ammirate per il loro coraggio. E’ evidente
che tutte e due hanno una buona dose di tale qualità,
sebbene la manifestazione di essa per la strada, oggi,
non possa essere seriamente encomiata. Comunque lei [Equi]
ne è uscita da regina, e le offerte di aiuto finanziario
sono numerose”.
Un giornalista del “Times” intervistò
le due donne nella loro fattoria, ubicata a circa tre
chilometri a ovest della cittadina. Bess negò seccamente
le chiacchiere di cattivi rapporti con la sua famiglia
riportate dal “The Chronicle”. L’articolo
aggiungeva: “Le signore non desiderano diventare
oggetto di pubblica critica; ma, non avendo parenti maschi
ad ovest delle Rocky Mountains, sono determinate a proteggersi
da sole nel miglior modo possibile. |
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Sono signore nel senso più pieno del termine; e pretendono
la considerazione che dovrebbero ricevere da ogni gentiluomo…
Desiderano di essere lasciate in pace nella loro casa isolata…
e resteranno nel futuro amiche indissolubili che niente può
separare”. Il giornalista le descriveva “sistemate
in modo molto confortevole nella loro accogliente casetta”,
dove spiccava un tavolino “coperto da bei mazzi di fiori”
mandati dai loro ammiratori in città. Fra gli omaggi, c’era
anche un abito per sostituire quello di Marie strappato durante
l’alterco con Taylor. E, quanto a lei, il reporter riferiva
che “Miss Equia [sic] si è ripresa dalla sua agitazione,
ed è di umore molto loquace”. In un breve ritratto,
evocava “una brunetta, di forme sottili e di temperamento
sanguigno”, malgrado la sua fragile salute, che “difende
altrettanto prontamente la reputazione di un’amica come
la propria”: “gioviale, è una incantevole conversatrice,
ed il suo linguaggio denota un simpatico e preciso uso delle parole”.
La solidarietà della comunità locale nei confronti
di queste due abitanti poco ortodosse, sottolineata da tutti i
giornali, può sembrare strana, insieme all’atteggiamento
clemente dello sceriffo: ma è spiegabile con il fatto che
Marie Equi aveva agito a nome di molti una crescente ostilità
verso il reverendo O.D. Taylor, il quale tre giorni dopo la sua
flagellazione ad opera di Marie venne incriminato da un tribunale
di Portland per corruzione e peculato ai danni della comunità
in uno squallido affare immobiliare. La “lesbica giustiziera”
era stata quindi particolarmente apprezzata, in un ruolo che diventerà
una costante nella vita di Marie. Il giusto salario di Bess non
venne rimborsato dalla direzione della scuola, ma gli abitanti
di The Dalles fecero una colletta e regalarono la somma alle due
donne.
Pochi anni dopo l’incidente, Marie e Bess si trasferirono
a San Francisco, stanche della dimensione bucolica di “due
cuori e una capanna”. Bess trovò di nuovo lavoro
come insegnante e Marie si iscrisse all’università.
Tornò poi a Portland per diventare la prima donna laureata
in medicina all’University of Oregon Medical School, nel
1903.
All’inizio lavorò duramente nelle zone rurali dell’Oregon,
spostandosi a cavallo per prestare assistenza medica agli Indiani
e ai contadini.
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Nel 1906
organizzò i soccorsi medici dopo il terremoto e
l’incendio di San Francisco, mobilitando i volontari
del suo stato: una iniziativa umanitaria per la quale
le venne attribuito uno speciale riconoscimento dall’esercito
degli Stati Uniti. Nello stesso anno assunse una giovane
assistente medica, Harriet Speckart, con la quale cominciò
un rapporto che durò per oltre vent’anni.
Per qualche anno Marie e Harriet abitarono in un albergo,
il Nortonia Hotel, poi si trasferirono in varie case in
affitto e in altre pensioni di Portland. |
La ricca famiglia di Harriet, preoccupata della relazione, assunse
un investigatore privato per indagare su Marie e cercò
in tutti i modi di interromperla, minacciando di diseredare la
ragazza. Harriet scelse di restare con Marie, condividendo lavoro
e sacrifici. E anche rischi. Infatti, in quel periodo, le due
compagne si impegnarono insieme a Ruth Coehn Barnett e a pochi
altri medici progressisti nell’apertura di una clinica dove
le donne povere potevano abortire in tutta sicurezza e gratuitamente.
Aderirono inoltre al movimento di lotta delle lavoratrici, partecipando
nel 1913 al picchettaggio della fabbrica Oregon Packing Co., e
furono arrestate dalla polizia con le operaie. Marie, che stava
curando una delle manifestanti colpita dalla brutalità
degli agenti, venne a sua volta ferita da un poliziotto a cavallo,
riportandone danni alla schiena. L’aggressione la spinse,
da quel momento in poi, ad unirsi alla causa dell’anarchia
e della lotta contro il capitalismo, aderendo all’organizzazione
Industrial Workers of the World (IWW). Presto ne diventò
una figura amata e rispettata.
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Nel 1912,
dopo una lunga campagna nel corso della quale vennero
presentati cinque emendamenti costituzionali, le donne
dell’Oregon conquistarono il diritto di voto e il
diritto di far parte di una giuria. Marie Equi fu tra
le prime a registrarsi per quest’ultimo diritto
civile, insieme ad un gruppo di attiviste. Vari documenti
fotografici testimoniano lo storico evento, che pose fine
alla discriminazione denunciata dalla scrittrice Susan
Glaspell (1882-1948) nel suo romanzo “ A Jury
of Hers Peers”. |
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Nel 1916 Marie adottò una bambina e la allevò insieme
ad Harriet. La piccola Mary adorava le sue due madri e le chiamava
“ma” e “da”. Nello stesso anno Harriet
sposò un membro dell’IWW, Tom Morgan, ma divorziò
improvvisamente da lui due mesi dopo, adducendo “motivi
di salute”. Probabilmente la decisione del matrimonio era
legata alla preoccupazione per la crescita della bambina, ma con
ogni evidenza il rimedio trovato si rivelò peggiore del
problema. Nell’organizzazione dei lavoratori, il lesbismo
di Marie non era un segreto per nessuno. Ma in quel periodo anche
il Dipartimento di Giustizia Americano (attualmente FBI) cominciò
ad interessarsi alla vita personale di Marie Equi, a causa delle
sue opinioni anarchiche e della sua crescente radicalizzazione
politica, che l’aveva resa una minaccia per molti esponenti
dell’establishment.
Nello stesso 1916 aveva infatti aderito all’Unione Americana
Contro il Militarismo e aveva partecipato a molte marce pacifiste;
alla fine dell’anno venne di nuovo arrestata, questa volta
insieme a Margaret
Sanger, una nota sostenitrice del controllo delle nascite,
con la quale collaborava strettamente, e che divenne una delle
sue più intime amiche. E anche qualcosa di più.
In una lettera del 20 ottobre 1916, Margaret le scriveva: “Mia
dolce, dolce ragazza. Ti amo con un’estasi e una comprensione
di spirito che solo tu mi hai dato con l’autentica luminosità
e il fluire del tuo intelletto… le mie braccia sono intorno
a te. Bacio la tua dolce bocca in resa assoluta”. Anni dopo,
depositando questa lettera nel suo fondo librario allo Smith College,
Margaret vi annotò a matita una descrizione di Marie: “Un’anima
ribelle, generosa, coraggiosa, ma cosi’ radicale che era
quasi una fuori casta. Catturava all’arrivo ogni donna conosciuta
che venisse a Portland. La sua reputazione era di lesbica, ma
per me era come un falco schiacciato per aver affrontato la tempesta
e le intemperie, e che aveva bisogno di tenerezza e amore. Mi
è sempre piaciuta Marie”.
Durante la manifestazione che portò all’arresto di
entrambe, Marie sventolava uno striscione nel quale esortava gli
uomini a non arruolarsi nell’esercito. Fu accusata di “sedizione”
a norma dell’Espionage Act recentemente approvato, e che
venne utilizzato anche contro molti altri che si opponevano al
coinvolgimento americano in una delle più sanguinose guerre
europee. La repressione delle proteste contro la guerra fu uno
dei più violenti attacchi alla libertà civili negli
Stati Uniti. Parecchi dissenzienti vennero deportati; i politici
e gli uomini di potere chiamarono a collaborare alla repressione
anche il Ku Klux Klan, nel ruolo di “vigilantes”.
Il presidente Wilson, oppositore del movimento di liberazione
delle donne, fu particolarmente spietato nei confronti delle femministe
che osavano mettere i bastoni tra le ruote della sua macchina
da guerra.
Il 31 dicembre 1918 Marie venne processata, dichiarata colpevole
e condannata a tre anni di prigione da scontare nel carcere di
San Quentin in California. La condanna di Equi per sedizione venne
comminata in base all’Espionage Act, che proibiva “la
critica al governo degli Stati Uniti, al suo esercito, alla sua
bandiera, alla sua marina o alla sua uniforme”. Durante
il processo, il pubblico ministero Barnett Goldstein presentò
le prove del suo lesbismo nel tentativo di dipingerla come “moralmente
corrotta”, definendola “una donna senza sesso”.
Equi pretese le sue scuse, contestando anche il suo diritto di
giudicarla. L’agente speciale William Bryon del dipartimento
di giustizia, convocato a testimoniare, la chiamò “un’anarchica,
una degenerata e un’abortista”. Mentre si trovava
in prigione, la sua amica Ruth Cohen Barnett si prese cura dei
suoi pazienti; Marie le chiese anche, nel primo natale passato
in carcere, di comprare regali per le altre detenute e di spedirli
a San Quentin.
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Nel
corso della sua detenzione, la sua corrispondenza personale
venne letta e copiata dagli agenti del Dipartimento di
Giustizia degli Stati Uniti. Copie delle sue lettere si
trovano ancora oggi nei fascicoli conservati dagli Archivi
Nazionali di College Park, nel Maryland. Di particolare
interesse per il Dipartimento di Giustizia, che se ne
avvalse per le sue indagini persecutorie, furono gli sforzi
fatti dalle amiche di Equi perché venisse amnistiata.
J. Edgar Hoover, che era assistente direttore dell’Ufficio
di Investigazione, ne fece menzione ad un suo superiore
in un rapporto datato 29 aprile 1921, osservando anche |
Elizabeth Gurley Finn
parla alla folla durante uno sciopero.
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che Equi era “associata con Elizabeth Gurley Finn, Anita
Whitney e Emma
Goldman”, ed era “un’ abortista di professione”.
Mentre Marie si trovava in carcere, il suo avvocato C.E.S. Wood
ricorse in appello e cercò invano di farla prosciogliere
dalle accuse richiamandosi al quinto emendamento della costituzione
americana ed accusando esplicitamente il governo di tirannia,
ma riusci’ soltanto a fare abbreviare la sua pena con un
condono.
Le lettere dal carcere di Marie a Harriet rivelano tutta la sua
ansia per la separazione da lei e da sua figlia. Harriet si era
trasferita con la bambina a Seaside, nell’Oregon, dove continuarono
a vivere, per la stabilità della piccola, anche dopo che
Marie venne rilasciata in libertà vigilata. Harriet mori’
il 15 maggio 1927 e la giovane Mary Equi tornò a vivere
con la sua “da” (come chiamava Marie) a Portland,
nella loro casa al 1423 SW Hall Street. La sua “altra madre”
sicuramente la ispirò dal punto di vista del coraggio e
dell’indipendenza, perché Mary, a sedici anni, fu
la donna più giovane ad attraversare in volo, da sola,
il Pacifico nord-occidentale.
Dal 1928 al 1936, Marie visse con Elizabeth Gurley Finn (1890
- 1962), indipendentista irlandese e militante comunista dell’IWW.
Marie la curò, risanandola completamente, dai postumi di
un attacco di cuore che Elizabeth aveva avuto durante
la campagna per la difesa degli anarchici Sacco
e Vanzetti. Elizabeth, animatrice dell’IWW sin
dal 1905, aveva organizzato scioperi imponenti come quello
“del pane e delle rose” del 1912 per la riduzione
dell’orario di lavoro. Per lei, soprannominata “la
ragazza ribelle” (cosi’ è intitolata
anche una sua autobiografia), erano state scritte anche
varie canzoni. Nel 1920 aveva fondato, soprattutto a sostegno
degli immigrati, l’Unione Americana per le Libertà
civili (ACLU), ed era una convinta internazionalista.
Il suo rapporto con Marie era quello, di profonda solidarietà,
tra due combattenti irriducibili, come entrambe furono
fino a tarda età. Ma Elizabeth, senza il fondamentale
e quotidiano aiuto di Marie in quegli anni, non avrebbe
potuto proseguire il suo impegno.
Nel 1934 Equi contribui’ ad organizzare, anche economicamente,
lo sciopero degli scaricatori di porto, e continuò
il suo lavoro antagonista nonostante le intimidazioni
e il controllo che venivano esercitati su di lei. La sua
esistenza personale, infatti, venne spiata dagli investigatori
del dipartimento di giustizia americano (attualmente FBI)
per tutta la vita; nei suoi ultimi anni, Marie ricordava
come lei e sua madre venivano incessantemente pedinate
nelle strade di Portland. |
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I suoi amori lesbici erano anch’essi noti agli investigatori,
che sapevano tutto dei suoi rapporti con l’irlandese indipendentista
Kathleen
O’Brennan e con altre. Marie Equi mori’ il 13
luglio 1952, ottantenne, nel Fairlawn Hospital di Portland.
Equi fu apertamente lesbica durante tutta la sua vita, ma dopo
la sua morte prevalse il silenzio sul suo lesbismo, che venne
“cancellato dalla storia” finchè nel 1983 Nancy
Krieger, ricercatrice dell’Università di Washington,
scopri’ negli Archivi Nazionali documenti che comprovavano
la sua relazione con Harriet Speckart e ricostrui’ l’intera
vicenda della “regina dei bolscevichi”. Il suo lavoro
ha contribuito a restituire a Marie l’interezza della sua
personalità, iscrivendola in piena luce nella storia lesbica
e contrastando il negazionismo patriarcale.
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C’è
inoltre un altro aspetto che è importante sottolineare.
E’ paradossale e insieme significativo che siano
soprattutto i “rapporti segreti” dell’FBI
a fare emergere una realtà di connessione profonda
tra donne in lotta, in una vicenda epocale che è
stata trasmessa dalla storiografia dominante quasi come
una storia di poche “eroine” isolate, e che
invece ad una esplorazione più accurata si rivela
essere una “tutt’altra storia”.
Judith Schwarz, che ha attentamente studiato il gruppo
femminista radicale di New York dell’ “ Heterodoxy”,
attivo dal 1912 al 1940 e fondato da Marie Jenney Howe
(1871-1934), scrive: “Non avevo capito che tante
donne, fortemente impegnate nella politica durante la
storia americana dell’inizio del ventesimo secolo,
non soltanto si conoscevano l’una con l’altra,
ma si erano frequentate intimamente per anni. Discutevano
sui temi in cui erano impegnate, pensavano insieme, e
imparavano molto dalle reciproche esperienze personali
e politiche. |
Invece, nella mia precedente lettura della storia delle donne
americane, ero stata indotta a considerare ogni singola donna
come se lavorasse nell’isolamento dalla maggior parte delle
altre donne, come se fosse la prima nel suo campo, oppure coinvolta
in movimenti politici o lotte fuori dal movimento per il suffragio.
L’accento, nei libri che avevo letto, sembrava essere sugli
uomini con i quali avevano interagito, non sulle donne che le
avevano sostenute o influenzate” (op.cit., prefazione, pag.II).
A New York come altrove, si trattava di un movimento inter-razziale,
inter-generazionale e multiculturale, che comprendeva donne ebree,
irlandesi, afro-americane, donne di varie età, classe,
etnia, sessualità, educazione, sia lesbiche che eterosessuali
“non ortodosse”. A questo movimento, i cui aspetti
rivoluzionari ancora oggi appaiono estremamente attuali, Marie
Equi appartenne con lo slancio di una utopia che con la sua vita
ha contribuito a realizzare.
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BIBLIOGRAFIA
- Sandy Polishuk, "The Radicalization
of Marie Equi", 1971, manoscritto inedito conservato presso
la Oregon Historical Society.
- Nancy Krieger, “Queen of the Bolsheviks: The Hidden History
of Dr. Marie Equi”, in “Radical America”, vol.
17:5, 1983.
- Judith Schwartz, “Radical Feminists of Heterodoxy –
Greenwich Village 1912-1940”, New Victoria Publishers, Norwich
1986.
- Ellen Cheslen, “Woman of Valor: Margaret Sanger and the
Birth Control Movement in America”, Simon & Schuster
1992.
- Tom Cook, “Radical Politics, Radical Love: The Life of
Dr. Marie Equi”, in “Northwest Gay and Lesbian Historian”,
vol.1, n.3 e 4, 1997.
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