Dichiarazione di Montreal

presentata agli Outgames di Montreal il 29 luglio 2006
Traduzione e informazione di Rosanna Fiocchetto

La Dichiarazione è stata presentata dalla tennista lesbica Martina Navratilova insieme al campione olimpico gay e presidente degli Outgames Mark Tewksbury durante la cerimonia di apertura degli Outgames di Montreal (che si svolgono dal 26 luglio al 5 agosto con 16.000 atleti partecipanti provenienti da 120 paesi e 250.000 spettatori, con 35 discipline sportive, sei eventi culturali e il convegno). E’ stata stilata durante il Convegno Internazionale sui Diritti Umani LGBT che si è tenuto nei tre giorni precedenti l’inaugurazione dei Giochi, dal 26 al 29 luglio, nel Palazzo dei Congressi di Montreal. Martina Navratilova stessa ha partecipato al convegno internazionale e ha contribuito alla stesura della dichiarazione. “Sono orgogliosa di partecipare a questo importante sviluppo della storia della comunità LGBT internazionale”, ha detto.

La Dichiarazione mira ad affermare i diritti LGBT come “uno standard internazionale”, in ogni paese del mondo. Verrà presentata alle Nazioni Unite e ad altre assemblee internazionali, nonché ai governi nazionali. All’apertura e alla chiusura del convegno sono stati presenti il Governatore del Canada e il Governatore del Québec, mentre ha partecipato al dibattito il sindaco di Montreal, Gérald Tremblay. Invece ha rifiutato di intervenire il primo ministro Stephen Harper, aspramente criticato per questo dalla cantante canadese k.d.lang, lesbica e una delle icone musicali del paese. Il convegno, al quale hanno partecipato 1500 attivisti di tutto il mondo in rappresentanza delle varie associazioni, è stato articolato in cinque assemblee plenarie e 200 gruppi di lavoro, finalizzati ad approfondire i molti aspetti dei cinque temi del convegno: Diritti Essenziali, Temi Globali, Diversità nella comunità LGBT, Partecipazione alla società, Creare cambiamento sociale. Si sono svolti anche due convegni paralleli (“Workers Out!” e “Out for Business!”), dedicati al lavoro e all’imprenditoria, e una serie di seminari (“Out in Sports” e “Out in the World”).
La cerimonia di apertura degli Outgames non è stata priva di controversie. Vistosamente assenti erano gli atleti del Cameroon. Il governo canadese ha infatti rifiutato di concedere visti d’ingresso ai rappresentanti di questa nazione africana con la motivazione che non avevano lavoro, perchè le leggi canadesi richiedono che chi entra nel paese abbia un lavoro nel suo paese d’origine. E’ stata l’ennesima discriminazione per i gay in Cameroon, dove l’omosessualità è un crimine punibile con la prigione e dove ai gay viene rifiutato il lavoro. Questa discriminazion è venuta proprio dal Canada, uno dei paesi che vengono considerati più liberali, ed è stata fortemente criticata dai membri del Nuovo Partito Democratico, che hanno accusato il governo federale di voler mettere i bastoni tra le ruote ai partecipanti ai giochi. Il governo era stato già pesantemente criticato per aver ritardato in modo ingiustificato la concessione dei visti ai partecipanti al convegno internazionale sui diritti LGBT.
Comunque nella serata di sabato 29 luglio, allo Stadio Olimpico, oltre 40.000 persone hanno celebrato l’apertura degli Outgames, in uno show condotto dalla cantante lesbica k.d.lang, al quale ha partecipato anche il Cinque du Soleil. Oltre agli artisti che sono intervenuti, in un videomessaggio su grande schermo è apparsa Celine Dion. Lo show è stato trasmesso in televisione dalla CBC. K.d.lang, venerdi scorso, aveva criticato il primo ministro Stephen Harper, che aveva rifiutato di intervenire all’inaugurazione dicendo provocatoriamente di avere “scelto l’intolleranza”. Ha partecipato alla serata in sua vece il ministro dei Lavori Pubblici Michael Fortier, che è stato però fischiato e contestato in modo cosi’ prolungato che gli organizzatori hanno dovuto fare appello alla folla perché restasse calma. Il governo conservatore di Harper, subentrato al precedente governo liberale, ha già annunciato di voler riconsiderare la legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, approvata nella passata legislatura. Invece sono stati molto applauditi il leader politico del Québec Gilles Duceppe e il leader liberale Bill Graham. La possibilità di sposarsi in Canada è stato uno dei motivi che ha incoraggiato la partecipazione del pubblico agli Outgames. Molti ne hanno infatti approfittato per unirsi in matrimonio. Il primo matrimonio degli Outgames è stato quello fra Ian Purcell e il suo partner da 15 anni, Stephen Leahy, due australiani che si sono sposati con una cerimonia civile nel municipio di Montreal.
La Dichiarazione uscita dal convegno, che è stata letta durante la cerimonia di sabato sera dal campione olimpico Mark Tewksbury e dalla campionessa di tennis Martina Navratilova, delinea una strategia globale di intervento affermando che le persone LGBT devono essere riconosciute come uguali in tutto il mondo, e che la lotta per i diritti LGBT deve far parte della più ampia rivendicazione di diritti per tutti. Il documento invita i gay di tutto il mondo a lavorare in progetti comuni con altre organizzazioni per i diritti umani.
Il Convegno è stato aperto venerdi’ da un applaudito intervento dell’Alta Commissaria per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Louise Arbour. Il suo lungo discorso ha affermato la necessità di “essere attenti e responsabili rispetto alla situazione delle persone LGBT, la cui vita quotidiana è influenzata negativamente dall’ambiente attuale”. Arbour ha toccato il tema della criminalizzazione, sottolineando che più di 80 paesi al mondo proibiscono i rapporti sessuali tra adulti consenzienti dello stesso sesso, e che sette di quest paesi li puniscono con la morte; che altri governi proibiscono la riassegnazione del genere sessuale per i transessuali, o impongono alle persone intersessuali di essere operate contro la loro volontà. Arbour ha affermato che queste leggi criminalizzanti e discriminatorie violano lo standard internazionale dei diritti umani. Inoltre, ha detto, “al di là delle sanzioni imposte, di queste leggi può essere detto che violano il diritto alla privacy”. “Il diritto alla privacy viene spesso definito come il diritto di essere lasciati in pace. Riflette non una semplice dicotomia tra la sfera pubblica e privata, ma un autentico interesse pubblico nel preservare uno spazio che lo stato non può invadere. Protegge la famiglia e la casa, ma, cosa più importante, protegge quelle caratteristiche speciali e uniche che definiscono la nostra esistenza, inclusa l’identità sessuale. Come tale, questo diritto è strettamente collegato alla protezione della vita, alla dignità umana, e all’integrità mentale e fisica.” Arbour ha anche sottolineato il paradosso di uno stato che “è riluttante a violare la santità della sfera privata in presenza di un danno straordinario, come la violenza contro le donne e i bambini”, e che invece nello stesso tempo non si fa problema a violare la privacy nei casi di omosessualità, in assenza di danno. Arbour ha anche invitato a non confondere la libertà di religione con l’autoritarismo religioso. Ha esortato la stampa a denunciare i casi di discriminazione e oppressione sulla base dell’orientamento sessuale, perché “il silenzio che li circonda è vergognoso e rappresenta una ulteriore negazione del principio fondamentale dlel’universalità dei diritti umani”. Questo silenzio, ha ripetuto, favorisce l’impunità dei crimini contro le persone LGBT.
Dopo questa apertura, a conclusione dei tre giorni di convegno è stata stilata la Dichiarazione, che è stata definita l’”eredità” di Montreal 2006.

Dichiarazione in italiano formato PDF

Dichiarazione in inglese formato PDF