Volentieri pubblichiamo
il comunicato stampa a cura dell' UDI nazionale
Roma, 13 giugno 2005
Procreazione assistita: chi ha vinto
Sulla differenza tra un cittadino e un embrione in regime democratico,
sull’obbligo, da parte della medicina, di aver cura di ogni
corpo, maschile o femminile che sia, sulla dignità di ogni
essere umano già nato e sulla sua inviolabilità,
sulla laicità dello stato, sulle regole della ricerca scientifica
la maggioranza del popolo italiano ha evitato di esprimersi
Sull’intimità della relazione tra donna e embrione,
e dunque sull’autodeterminazione della donna circa il proprio
corpo, sul futuro della vita sessuale delle giovani donne, sul
presente della procreazione per le donne che, procreando senza
assistenza, condannano il figlio a una vita di dolore e di malattia
senza speranza di guarigione
la maggioranza delle donne ha evitato di esprimersi
I referendum abrogativi di parte della legge sulla procreazione
medicalmente assistita sono stati dunque vinti dall’opacità
più assoluta del pensiero, dei sentimenti, delle volontà
di gran parte del popolo: uomini e donne. Nell’opacità
sono indivisibili l’indifferenza, l’egoismo, il pregiudizio,
l’opportunismo politico, l’adesione a una chiesa,
l’incertezza, il livore, la scelta morale e l’essere
in tutt’altre faccende affaccendati.
Era ciò che qualcuno voleva. Perché silenzio e
opacità consentono di governare anime e corpi come se fossimo
tutti embrioni: senza il disturbo di una democrazia troppo partecipata.
Noi, l’Unione delle donne in Italia, prendiamo atto. Prendiamo
atto non solo delle rotture culturali, sociali e politiche gravi
che questo risultato testimonia e produce, ma anche dell’arretramento
sul piano delle libertà, dei diritti civili, del rispetto
reciproco tra persone diversamente situate di fronte ai problemi
della sessualità e della procreazione. E della perdita
di solidarietà. Anche fra donne.
E ci muoveremo di conseguenza: nel promuovere senza sconto alcuno
l’autodeterminazione delle donne, nella resistenza senza
indulgenze contro le cadute della laicità dello stato,
per la libertà delle giovani donne soprattutto.
E perché la necessaria modifica di questa legge indecente
non avvenga in un parlamento indecentemente affollato di uomini
e spopolato di donne.
Unione delle Donne in Italia - via dell’Arco di Parma 15,
Roma
DICIAMO
ANCORA NO AGLI SCAMBI POLITICI
SUL CORPO DELLE DONNE
E' stata approvata la Legge sulla Procreazione
Medicalmente Assistita.
E’ stata approvata da una maggioranza trasversale al centro
destra e al centro sinistra, unita da una cultura arrogante e
retriva.
E’ stata scritta una delle peggiori pagine
della storia del nostro Parlamento in cui legislatori lontani
mille miglia dalla realtà del nostro paese impongono regole
e divieti in gran parte inapplicabili e forieri di nuove infelicità
e ingiustizie nonché di nuova illegalità.
Dicono di aver votato secondo coscienza: ma…
> Che coscienza è quella di chi, nato
da donna, non ne rispetta il pensiero e la volontà?
> Che coscienza è quella di chi si
lambicca il cervello per rendere sempre più complicata
e dolorosa la vita di tante donne?
> Che coscienza è quella che decide
che una donna non possa recedere dalla decisione di farsi impiantare
gli ovuli fecondati, ma quale forza pubblica verrà a costringere
una donna a fare ciò che non vuole ?
> Che coscienza è quella che decide
che una donna debba ricorrere all’aborto terapeutico dopo
l’impianto obbligato anche in caso di pericolo di trasmissione
di malattia genetica?
> Che coscienza è quella che decide
che una donna possa soddisfare il proprio desiderio di maternità
solo nella coppia eterosessuale e se il proprio partner è
fertile ed impedisce ad una coppia consenziente di accedere a
banche del seme già esistenti?
> Che coscienza è quella che decide
che una donna sola non sia degna di essere madre mentre milioni
di madri sole allevano normalmente i propri figli senza che questo
Stato se ne preoccupi?
> Che coscienza è quella che decide
che un embrione ha più diritti di una donna e anche di
bambini già nati?
> Che coscienza è quella che decide
di imporre la propria etica in sfere che attengono alle libertà
di scelta individuale, che si introduce nella intimità
dei desideri e dei progetti di vita delle persone pretendendo
di stabilire dove sono il bene e il male.
NOI SAPPIAMO DI CHE TIPO DI COSCIENZA
SI TRATTA
UNA COSCIENZA IPOCRITA, FONDAMENTALISTA, MASCHILISTA, PATRIARCALE
E RAZZISTA CHE SAPREMO RIFIUTARE NON SOLO CON LE LOTTE E I REFERENDUM
MA IGNORANDO I DIKTAT E INVENTANDO FORME NUOVE DI ACCESSO ALLA
LIBERTA’ DI PROCREAZIONE E DI AFFERMAZIONE DI UNA SESSUALITA’
LIBERA DA CONDIZIONAMENTI E OSSESSIONI SESSUOFOBICHE PIU’
O MENO CLERICALI.
Chi risponde a questo tipo di “coscienza”
non potrà mai rapprentarci in alcuna istituzione di questo
paese o d’Europa e ci impegneremo perché questo non
accada almeno nei prossimi cinquant’anni.
Infinite donne contro tutte le
guerre
Fuoricampo Lesbian Group
|