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Mobilitazione contro la legge 147 sulla procreazione assistita



Riflessione di Ida Dominijanni: Scienza e Coscienza

[Dal quotidiano Il manifesto dell'"11 dicembre 2003.
Ida Dominijanni (per contatti: idomini@ilmanifesto.it), giornalista, saggista, e intellettuale femminista]

Trionfali lanci d'agenzia annunciano che l'Ulivo, anzi tutta l'opposizione, ha trovato la sua unita' sulle riforme istituzionali. Accade in un vertice di nove uomini alla camera, nelle stesse ore in cui al senato l'Ulivo perde la faccia e qualcosa di piu' sulla pelle delle donne. Gli elettori e soprattutto le elettrici saranno lieti di votare una coalizione, anzi una lista unica, compatta e riformista sui poteri del premier e sfracellata e controriformista su quisquilie da niente come lo statuto dell'embrione e la laicita' dello stato. Ma nell'Ulivo e' opinione comune, questa si', che i poteri del premier siano una questione politica e di interesse generale, mentre la procreazione assistita e' una questione privata e di coscienza, e che c'entra la coscienza con la politica? Vanno presi sul serio.
In scienza e coscienza, non per subalternita' all'ideologia cattolica o alle gerarchie vaticane ma
per profonda convinzione, i senatori della Margherita, d'accordo con quelli della Casa delle liberta', ritengono che l'embrione sia una persona contrapposta alla madre, che le donne siano mediamente delle irresponsabili e i ginecologi dei delinquenti. Che la ricerca medica sia sospetta per definizione. Che lo stato e la legislazione debbano indirizzare, sorvegliare e punire le scelte morali dei cittadini.
Che l'unica famiglia degna di chiamarsi tale sia quella col bollo del parroco o del sindaco, che single e gay godono di diritti inferiori a quelli degli eterosessuali e degli accoppiati, che si debba decidere per via amministrativa, forse contando quanti spazzolini da denti ci sono in una casa, se un uomo e una donna convivono o no.
In scienza e coscienza ritengono che una donna partorira' con dolore in natura, e si fara' inseminare con le sevizie in un laboratorio. In scienza e coscienza questo pensa la maggioranza - trasversale - dei nostri rappresentanti e questa e' la radiografia del legislatore italiano che la legge sulla procreazione assistita ci consegna. Il dibattito parlamentare che l'ha incubata e messa al mondo, in questa ma anche nella precedente legislatura, ci consegna altresi' la radiografia di una classe politica mediamente incolta e disinformata, invasa da incubi fantascientifici, animata da sentimenti di revanche maschile sulla liberta' femminile, convinta di rispondere a una cittadinanza e a un elettorato incapace di intendere e di volere. Questo per due terzi. E nel terzo che rimane a sinistra, piu' colta, piu' informata, meno invasa da fantasmi, ma inadeguata a valutare la posta in gioco e dire: da qui non si passa. C'e' di che riflettere.
Non e' solo una legge oscurantista, moralista, proibizionista, inapplicabile e per svariati profili
incostituzionale quella che abbiamo davanti. E' la decadenza rassegnata delle istituzioni, della concezione del diritto, dell'idea e della pratica della politica, della visione della societa'. Una cattiva legge si puo' abrogare, e questa verra' abrogata se un referendum dara' parola alle cittadine di questo paese che gia' altre volte l'hanno sottratto a una deriva fondamentalista. Ma questa decadenza non si puo' abrogare: va guardata in faccia. In scienza e coscienza. Senza illudersi che domani e' un altro giorno, ci si ritrova sui poteri del premier, si fa e si legge un altro titolo, si guarda un altro talk-show e si passa ad altro. Sta a tutti, sta alle donne in primo luogo, dentro il parlamento e fuori soprattutto.

Non e' in questione un elenco di divieti, che sono trasgredibili quanto una legge e' abrogabile, e si sa che il desiderio di essere e di non essere madre difficilmente si ferma dinanzi a dei divieti.
E' in questione qualcosa di piu', uno schiaffo alla soggettivita' e alla liberta' femminile, un "adesso basta" che il parlamento pronuncia e che una sponda mediatica autorizza.

Sta a noi trasformarlo in un boomerang.

 

Altri documenti sull'argomento.
Sexyshock:
La Margherita non ama le donne - Non votatela
Gruppo Sconvegno:
La dura legge dell'embrione
Gruppo Mafalda > Torino:
Grazie per la nuova legge sulle PMA!
Carta:
Le donne di carta
Il Manifesto > Ida Dominijanni:
Scienza e Coscienza