| Le
donne vengono uccise in tutto il mondo.
Ricordiamo, fra i tanti, l'assassinio dell'attivista lesbica FannyAnn
Eddy in Sierra Leone, i delitti di Ciudad Juarez, México.
La violenza contro le donne si esprime e si manifesta da sempre
nelle guerre,
attraverso stupri di massa, e nella quotidianità, con violenze
di ogni genere.
Il femminicidio è ancora
e sempre in atto!
Il nostro contributo con il documento sulla violenza alle lesbiche
nel mondo:
Lesbofobia >
I mandanti, gli esecutori.
L'attacco all'autoderminazione delle lesbiche e delle donne oggi
più che mai è violento e diretto e tanto è
ancora da fare soprattutto nei paesi dove i governi stessi praticano
atti di violenza legalizzata. Un quadro impressionante, da cui
emerge con chiarezza la rinnovata alleanza tra patriarcati nell'epoca
della guerra globale e del mistificato "scontro di (in)civiltà".
Attraverso leggi, religioni, tradizioni e pregiudizi l'eteronormatività
pretende ancora di imporre alle donne un unico destino: quello
di mogli e madri prolifiche all'interno della famiglia cosiddetta
naturale, dove la donna non può e non deve avere un'esistenza
e una sessualità autonome.
Le continua insistenza nel difendere la famiglia tradizionale,
famiglia che è la struttura patriarcale per eccellenza,
da parte delle gerarchie vaticane e di vari schieramenti politici
e la continua campagna omofobica contro tutte i soggetti che si
autodeterminano ha come base la difesa del modello virile maschile.
Lo stato e la chiesa in primis, amplificate dai media, sono responsabili
di leggi e anatemi che ufficializzano la supremazia del maschio
sulla donna, riconoscono nella subordinazione della donna il successo
dal punto di vista economico e sociale, e la salvaguardia dei
privilegi minacciati e minacciabili.
La chiesa distribuisce benedizioni su tutte le forme di interdizione
e controllo attuate contro le donne e le lesbiche.
Uccidere una donna e una lesbica oggi in qualsiasi parte del mondo
è possibile grazie alla complicità continua di chi
riconosce in questo metodo lo strumento più efficace per
zittire, annientare e rendere invisibile ogni forma di reazione
che le donne attuano. Infatti, la violenza più profonda,
la più radicata è quella antecedente e successiva
al singolo episodio di stupro. L’aspetto peggiore è
la mancanza di solidarietà e l’esplicita ostilità
che la società dimostra alla vittima e alla donna “emancipata”.
Le lesbiche nel mondo subiscono ancora tanta violenza, discriminazione
nella cultura, nel lavoro, nel quotidiano. La lesbica viene attaccata
perché è il soggetto che dice un netto NO sottraendosi
totalmente alla norma eterosessuale.
Odio, violenza, discriminazione hanno lo scopo di provocare paura
e spingerci nella invisibilità. Odio, violenza, discriminazione
si contrastano con la visibilità e la lotta politica.
Come gruppo lesbico riteniamo che la lesbofobia è alimentata
anche dalle femministe istituzionalizzate e no che agiscono persuase
che sia inopportuno utilizzare il termine lesbica perchè
deterrente verso l'avvicinamento di altre donne, dimostrando quindi
di ignorare radicalmente il valore politico della visibilità"
Il lesbismo è rivoluzionario quando è visibile
è si è visibili se ci si nomina.
La Carta Internazionale
dei Diritti Umani, il Patto Internazionale su Diritti Civili e
Politici e il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali
e Culturali sono intesi a garantire gli stessi diritti a tutte
le persone, comprese quelle omosessuali. Nonostante ciò,
in molte parti del mondo le persone omosessuali sono ancora imprigionate,
torturate e anche uccise soltanto per la loro identità
sessuale.
L'omofobia è ancora molto diffusa nelle società
di quasi tutti i paesi del mondo, ma la cosa più grave
è che in alcuni paesi è addirittura parte integrante
di leggi dello stato, che si prefiggono la persecuzione, e in
alcuni casi anche l'eliminazione, delle persone omosessuali.
Gli abusi subiti da persone GLBT vanno dai semplici insulti alle
violenze fisiche, dall’esclusione sociale (lavoro, attività
culturali, ecc.) fino a persecuzioni da parte di apparati militari
e di polizia o di gruppi organizzati.
In alcuni paesi autorità intolleranti si rifiutano di proteggere
i diritti fondamentali degli omosessuali, mentre, in altri, i
governi o le istituzioni sono in prima persona gli autori di questo
tipo di abusi.
In circa settanta paesi vi sono leggi che puniscono gli atti sessuali
con persone del proprio sesso (sodomia) e la pena di morte per
omosessualità è prevista in otto paesi.
Come vedete abbiamo nominato
solo omosessuali maschi. Ufficialmente il lesbismo sembra non
esistere perché non viene nominato esplicitamente, neanche
nelle leggi omofobe; ma non dobbiamo farci ingannare le lesbiche
in quanto tali e in quanto donne subiscono tutte le violenze possibili.
Questo documento, a causa
della vastità dell’argomento trattato, non potrà
certo essere esaustivo.
Abbiamo pensato di impostare il nostro intervento in questo modo:
faremo una panoramica sulle leggi vigenti a livello internazionale
rispetto all’omosessualità - che si intende però,
ricordiamo, solo come omosessualità maschile. Ci sono molti
siti che trattano di questi argomenti e noi ci rifaremo in particolare
a: Behind the
Mask, un'organizzazione che mira a dare potere e supporto
alla comunità GLBT africana da un punto di vista politico,
culturale, sociale ed economico, e ad Amnesty
International, che da anni svolge una funzione importante
per la tutela dei diritti umani, compresi i diritti delle lesbiche
e degli omosessuali.
Abbiamo saltato da una parte all’alta del mondo, senza l’intenzione
di dare un quadro completo, ma solo alcuni esempi di quello che
ci succede intorno.
Africa
"Sono venuti a mezzanotte
e mi hanno detto: ‘Ti vogliamo mostrare qualcosa’.
Mi hanno spogliata e violentata. Ricordo di essere stata stuprata
da due di loro, poi sono svenuta". Christine è stata
torturata in un centro di detenzione segreto ugandese. Era detenuta
perché lesbica e in Uganda l’omosessualità
non è soltanto un tabù sociale, ma un vero e proprio
reato.
La predominanza diffusa
del sessismo e dell'omofobia nella società crea un clima
che pone le lesbiche a grave rischio di abusi, sia nella comunità,
sia in casa. Le giovani lesbiche sono talvolta costrette dalle
loro famiglie a sposarsi o ad avere altri rapporti sessuali con
uomini. Forzare le donne e le ragazze al matrimonio, o ad altre
relazioni che implichino ripetuti rapporti sessuali non consensuali
può essere equiparabile alla tortura o alla schiavitù
sessuale. Le lesbiche, in particolare, rischiano esami forzati
della verginità o gravidanze forzate.
"Mi hanno chiuso in
una stanza e lo hanno portato da me ogni giorno, per violentarmi,
in modo che io rimanessi incinta e fossi costretta a sposarlo.
Mi hanno fatto questo fino a quando non sono rimasta incinta".
Questo atto di tortura è accaduto ad una ragazza adolescente,
a casa sua, in Zimbabwe. Hanno organizzato lo stupro gli stessi
genitori della ragazza, che erano determinati a "correggere"
il lesbismo della figlia. Molte delle violenze subite da persone
lesbiche e gay hanno luogo all’interno della comunità
o in famiglia. Al pari della tortura da parte di pubblici funzionari,
la violenza all’interno della comunità è intenzionalmente
usata per punire, per intimorire e per rafforzare le discriminazioni.
"Sono tanti i modi
in cui si attua la discriminazione [...]. Nel caso dei gay, la
storia e l’esperienza ci insegnano che i problemi vengono
dall’invisibilità". Justice Albie Sachs, Corte
costituzionale del Sudafrica, 1998.
Quando la lesbica si rende
visibile allora diventa punibile.

FannyAnn Eddy |
Come dicevamo,
le lesbiche diventano perseguitate quando diventano visibili,
come nel caso di FannyAnn
Eddy, attivista lesbica fondatrice del Sierra Leone
Lesbian and Gay Association, brutalmente uccisa in Sierra
Leone.
Eddy e' stata trovata morta la mattina del 29 Settembre
2004. Mentre lavorava da sola negli uffici dell'associazione
la notte precedente, i suoi assalitori sono entrati nell'edificio,
stuprandola, pugnalandola e spezzandole il collo.
FannyAnn Eddy era una figura visibile e coraggiosa, che
ha letteralmente dedicato la sua vita ai diritti umani.
Ripetutamente, nel suo paese e anche altrove, ha attirato
l'attenzione facendo pressione sulle istituzioni riguardo
i maltrattamenti, le discriminazioni e la violenza che le
lesbiche e i gay subiscono in Sierra Leone e in altre parti
dell'Africa. |
L'associazione che ha fondato forniva assistenza
sociale e psicologica ad una comunita' timorosa e nascosta.
Eddy ha fatto parte di una delegazione di attivisti per i diritti
sessuali presentata alla Commissione sui Diritti Umani dell'ONU
a Ginevra da Human
Rights Watch e International
Gay and Lesbian Human Rights Commission (IGLHRC).
Eddy affermava che i governi africani non amavano rivolgersi alla
comunità GLBT e che addirittgura pretendevano che non esistesse.
Questo loro atteggiamento ha provocato conseguenze disastrose
nella comunità.
"Subiamo costantemente maltrattamenti e violenze dai vicini
e dagli altri," ha detto alla Commissione. "I loro attacchi
omofobici rimangono impuniti dalle autorita', incoraggiando ulteriormente
il loro trattamento discriminatorio e violento sulle lesbiche,
i gay, i bisessuali e i transessuali."
Facciamo ora una piccola
panoramica sull’India. Non esistono leggi
esplicite contro le lesbiche al contrario di quanto accade per
gli uomini. La sezione 377 della Costituzione Indiana proibisce
i rapporti sessuali che vanno contro le leggi della natura, quindi
si condanna la sodomia, e la pena può arrivare fino al
carcere a vita.
A Bombay ci sono varie associazioni di help-line e supporto. Si
possono trovare “Bombay
Dost”, una rivista gay, e il gruppo lesbico “Stree
Sangam” ha dato vita a una rivista settimanale lesbica,
“Scripts”. Fra le pubblicazioni disponibili, l’antologia
lesbica Facing the Mirror: Lesbian Writing from India (Penguin
India, 1999) curata da Ashwini Sukthankar, fondatrice della “Stree
Sangam” e l’altra bella antologia Same sex love in
India: Readings from Literature and History (2000) a cura di Ruth
Vanita e Saleem Kidwai.
Ci sono inoltre pubblicazioni femministe, tra cui la casa editrice
Kali for Women di Nuova Delhi, fondata e gestita da sole donne.
Però l’omosessualità e il lesbismo per molti
indiani sono una malattia, una perversione importata dall’occidente.
Infatti tra i film più censurati, ricordiamo Fire (1998)
della regista indo-canadese Deepa Metha. Il film narra la storia
d’amore fra due donne, due cognate sposate a due fratelli,
che vivono a New Nuova Delhi nella caratteristica famiglia allargata
indiana. Il film è stato censurato e preso di mira, è
stato dato fuoco ai poster di Fire e sono stati distrutti i cinema
che lo programmavamo. La stessa sorte è toccata al film
Bollywood Girlfriend (2004) di Karan Razdan, che narrava di una
storia d’amore fra due donne e che doveva andare in onda
su un’emittente privata di Mumbai, Zee Tv. Il film non è
mai andato in onda per ordine della polizia.
Negli Stati Uniti
una sentenza della Corte Suprema del 26 giugno 2003 ha reso incostituzionali
le leggi contro la sodomia che erano ancora in vigore in diversi
Stati dell'Unione. La sentenza fu emessa alla conclusione del
ricorso presentato dal cittadino Lawrence contro lo Stato del
Messico. Lawrence e il suo compagno erano stati arrestati e privati
dei diritti civili in quanto sorpresi a consumare un rapporto
sessuale nella propria abitazione.
Una relazione del 1997 del Centro legale della povertà
negli Usa ha commentato: "Quando vengono aggrediti i gay
e le lesbiche… sono presi a pugni e a calci. Vengono picchiati,
gli sputano addosso. Vengono legati e trascinati da automobili.
Sembra quasi che l’aggressore voglia cancellare l'intera
identità di un gay".

Wanda Alston |
Il 17 marzo
2005 Wanda
Alston collaboratrice del Sindaco di Washington per
gli affari inerenti la cittadinanza LGBT e attivista della
comunità lesbica nera è stata uccisa a coltellate
nella sua casa. Il sindaco ha dichiarato "il suo contributo
alla comunità è stato magnifico, tutti la
ricordano per la sua energia che ha parlato per coloro che
non possono far sentire la propria voce”. |

Teena Brandon |
Nel
1993 a Falls City in Nebraska, Teena
Brandon, ventanni, fu brutalmente picchiata
e violentata da due suoi amici quando questi scoprirono
che Teena Brandon che sembrava un ragazzo, era in realtà
una ragazza e per lo più lesbica. Una settimana
dopo, gli stessi due uomini la uccisero Da questa tragica
storia èstato realizzato il documentario The Brandon
Teena Story (1998) diSusan Muska e Gréta Olafsdóttir
Rating, e il film “Boy’s don’t Cry”
realizzato da Kimberly Peirce Rating. |
Nell'ex Unione
Sovietica, possiamo fare l'esempio dell'Ucraina.
L’ucraina ha due realtà religiose, la chiesa ortodossa
e la chiesa Ucraina legata al cattolicesimo.
Nell’Ucraina di oggi l’omosessualità è
un tabù. L’omosessualità è stata decriminalizzata
nel 1991, ma sono ancora frequenti aggressioni fisiche e sociali;
per esempio durante la sfilata del Pride 2003 i manifestanti furono
assaliti da skinhead, e non difesi dalla polizia.
La protesta arancione che ha scosso la democrazia sociale ucraina
non ha considerato i diritti delle lesbiche e degli omosessuali.
Natalia Monakhova, ricercatrice
dell’Accademia di Kiev, afferma che attualmente l’Ucraina
è impegnata in un processo di costruzione della realtà
nazionale basato sui valori del diciannovesimo secolo e in questo
processo molte minoranze sono escluse dalle parti politiche e
di governo. I maggiori gruppi esclusi sono le donne e gli omosessuali,
oltre che alcune etnie. Le donne non sono considerate in quanto
non sono portatrici di potere e la violenza su di loro non è
considerata tale, perché come individui non esistono. In
questo quadro ovviamente la situazione delle lesbiche è
ancora più grave.
Nell'Unione europea,
i problemi concernenti i diritti umani vengono affrontati da diversi
organismi ed in particolare dal suo organismo legislativo, il
Parlamento europeo, e il suo massimo organo giudiziario, la Corte
europea di giustizia. Anche se la competenza del Parlamento si
estende su una gamma pressoché illimitata di problemi,
i suoi poteri sono limitati e le sue funzioni hanno un carattere
essenzialmente consultivo.
Nel settembre del 1998 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione
urgente sulla parità di diritti per le lesbiche e i gay
nella Ue. Il Parlamento ha osservato che avrebbe rifiutato di
"dare il suo consenso all'adesione all’Unione da parte
di qualsiasi paese che, tramite la sua legislazione o le sue attività,
violi i diritti umani delle lesbiche e dei gay".
Alcuni paesi che sono entrati in Europa però hanno atteggiamenti
ancora molto discriminatori rispetto al mondo GLBT.Fra questi
Romania, Cipro, Bulgaria, Polonia ecc. e pur avendo modificato
le proprie legislazioni per consentire il loro ingresso in Europa,
al loro interno sono ancora molto radicati i pregiudizi. Le associazione
lesbiche e gay di questi paesi denunciano a tutt’oggi discriminazioni
adottate sistematicamente dalle chiese e dai movimenti di destra.
MENTRE i governi europei sembrano non porsi il problema di quali
diritti corrono il rischio di non essere tutelati, anche perché
riguardano solitamente i diritti acquisiti dalle donne e dalle
minoranze, e fanno prevalere gli intressi economici rispetto ai
diritti e alle libertà.
Per empio in Romania
i rapporti omosessuali tra adulti erano puniti con una pena detentiva
da uno a cinque anni di prigione (art. 200 par. 1 e 2 del codice
penale). L'ingresso della Romania nel Consiglio d'Europa, nell'ottobre
1993, è stato subordinato alla modifica di queste leggi.
Nel 2002 le autorità romene hanno sospeso l’applicazione
dell’articolo 200 del Codice di Procedura Penale.
L’omosessualità non è, quindi, più
un reato ma restano ancora da superare i forti pregiudizi radicati
nella società romena Julia
Pataki, rappresentante dell’Unione Democratica dei Magiari
della Romania nel Parlamento di Bucarest riporta anche l’esempio
di una recente decisione del Ministero dell’Educazione e
di quello della Sanità di vietare l’accesso degli
insegnanti nel sistema d’istruzione pubblico se questi “soffrono
di problemi di identità e preferenze sessuali” (sottolineiamo
come la stessa idea l’abbia avuta l’attuale ministro
degli esteri Fini).
In Polonia
la deriva reazionaria assume connotati sempre più inquietanti.
E nel mirino in primis si trovano lesbiche, gay e transessuali.
La città di Poznan ha vietato il corteo del Gay Pride,
che si dovrebbe celebrare sabato. Il prefetto ha spiegato che
la marcia potrebbe essere "un serio pericolo per l'ordine
sociale" e potrebbe essere autorizzata solo in un'area isolata
e lontana dal centro della città.
L'anno scorso il Gay Pride venne interrotto dagli skinheads e
dalla Gioventù polacca, un movimento di estrema destra,
come Forza Nuova in Italia. Dopo le doppie elezioni, che hanno
consegnato il paese ai gemelli Kaczynski, la Polonia rischia di
diventare il buco nero dell'Europa, in tema di diritti civili.
Italia
In Italia, gli attacchi della chiesa e della destra sono sempre
più mirati ad attaccare l’autederminazione della
donna, e gli attacchi hai diritti aquisiti è sempre più
incisiva, ma la violenza da noi è più subdola, meno
eclatante, ci definiamo un paese civile e libero. Nel senso che
non c’è una vera e propria dittatura ne una legge
che condanna le persone GLBT. Tutto ok basta che non chiedano
di ottenere dei diritti. Insomma va tutto bene. Ma, anche da noi
ci sono casi di violenza, uno fra tutti è il caso denunciato
a Lucca da Cinzia
Ricci sulla violenza sessuale subita dalla sua compagna. Caso
che ha fatto molto scalpore, nei media, e con la stessa comunità
lesbica che non ha preso una posizione compatta di solidarietà
con questa donna. Interessante è il lavoro di ricerca che
Cinzia Ricci sta pubblicando sul suo sito, un archivio di rassegna
stampa sulle violenze nei confronti della comunità GLBT
in Italia.
Fino a poco tempo fa il
silenzio e l’indifferenza che circondavano le torture e
i maltrattamenti a lesbiche, gay, bisessuali e transessuali si
rifletteva nel lavoro di gran parte della comunità internazionale
a difesa dei diritti umani. Argomenti quali la sessualità
e le preferenze sessuali figuravano raramente nelle agende delle
organizzazioni governative internazionali o delle Nazioni Unite.
La cospirazione del silenzio che ha circondato le violazioni dei
diritti di gay e lesbiche è ora stata spezzata. Negli ultimi
trent’anni, movimenti per la difesa dei diritti di gay e
lesbiche sono sorti in paesi di tutto il pianeta.
Le lesbiche, le associazioni,
non sono riconosciute quale soggetto politico ed interlocutorio
nei confronti dei governi totalitari, ne tanto meno rappresentate
dai propri governi ad interferire in tali realtà.
Cosa possiamo fare noi? Dare valore all’informazione e la
possibilità di creare consapevolezza sul problema, attraverso
la divulgazione e la denuncia degli atti di violenza.
Come sostiene Amnesty, organizzazioni e individui al di fuori
delle Nazioni Unite possono attirare l'attenzione sulle violazioni
dei diritti umani, inoltrando petizioni (che vanno sotto il nome
di ‘Comunicazioni in base alla risoluzione 1503’).
Importante è anche la sensibilizzazione all’interno
della nostra stessa comunità rispetto a quello che le lesbiche
subiscono nel mondo. Lontano, ma non ci dimentichiamo anche molto
vicino a noi.
Come ha detto FannyAnn Eddy alla Conferenza di Ginevra: “Il
silenzio rende vulnerabili. Voi, membri della Commissione dei
Diritti Umani, potete rompere il silenzio. Voi potete riconoscere
che noi esistiamo, in tutta l'Africa e su ogni continente, e che
ogni giorno vengono commesse violazioni dei diritti umani basate
sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere. Potete
aiutarci a combattere queste violazioni e a raggiungere i nostri
pieni diritti e libertà, in ogni società, compresa
la mia amata Sierra Leone.”
Noi pensiamo che la visibilità sia una delle maggiori armi
contro il continuo tentativo di cancellarci e renderci silenziose.
Proprio per queste
ragioni Fuoricampo pensa che la visibilità sia una delle
armi migliori contro il continuo tentativo di cancellarci e renderci
silenziose.
Riprendiamoci in mano le nostre vite; questo può avvenire
solo creando relazioni tra donne che rompano il muro di silenzio
e che interrompano la complicità con il patriarcato senza
delegare questo compito a figure maschili e/o istituzionali. Riteniamo
che sia indispensabile una rete operativa e non solo virtuale
per contrastare la violenza misogina e lesbofobica nel mondo che
agisca attraverso la prevenzione e l'autodifesa.
Combattiamo questa società sempre più sessista e
patriarcale. Continuiamo a ribellarci contro tutti i simboli e
i modi maschilisti. Contro la mercificazione dei nostri corpi
e delle nostre anime. Riprendiamoci tutti gli spazi necessari
alla nostra agibilità politica, già da troppo tempo
negata.
Diritti negati nel mondo
Segue la lista dei Paesi, in ordine alfabetico, in cui le persone
LGT vengono
perseguitate. Quasi sempre si riferiscono all'omosessualità
maschile. Le
lesbiche, come si può vedere, nella maggioranza dei casi
non sono nemmeno
prese in considerazione.
Tratto da indymedia.org
AFGHANISTAN
Ha una legge sull'omosessualità. La pena è l'esecuzione
capitale, i metodi sono quella
di gettare l'omosessuale da una alta rupe di un monte o di sotterrarlo
vicino ad un muro
che viene fatto poi cadere sul corpo.
ALGERIA
Gli atti omosessuali sono illegali, punibili fino a 3 anni di
prigione e una multa che va
dai 1.000 ai 3.000 dinari Algerini.
ANGOLA
Gli atti omosessuali sono illegali e descritti come un’offesa
alla morale pubblica.
ARABIA SAUDITA
Ha una legge sull'omosessualità. I rapporti omosessuali
sono puniti con la pena di
morte. L'omosessualità può essere provata sia dall'imputato
quando confessi per quattro
volte che dalla testimonianza di quattro uomini fidati Musulmani.
BAHAMAS
Non ha leggi sull'omosessualità in privato. L'età
minima legale per i rapporti sessuali è
18 anni per gli omosessuali e 16 anni per gli eterosessuali. Esiste
una legge contro il
sesso in pubblico, punibile fino a 20 anni di prigione. Il Paragrafo
529 criminalizza i contatti
sessuali tra donne, con una pena fino a 2 anni di carcere, anche
se le leggi sono
applicate solo fino a un certo grado.
BAHRAIN
Ha una legge sull'omosessualità, punibile col carcere ma
non oltre i 10 anni, con o senza
punizioni corporali.
BANGLADESH
Ha una legge sull'omosessualità, punibile con la deportazione,
multa e/o fino a 10 anni
di carcere.
BARBADOS
L'omosessualità è illegale.
BENIN
Ha una legge sull'omosessualità.
BHUTAN
I rapporti sessuali tra maschi sono proibiti per legge, punibili
fino all'ergastolo.
BOSNIA / HERZEGOVINA
La Republika Srpska, in tutta la Federazione, è la sola
che mantenga una legge sulla
omosessualità, anche se sembra formale. La pena per rapporti
omosessuali può arrivare
fino ad un anno di carcere. Il resto della Federazione non ha
leggi sull'omosessualità.
L'età minima legale per i rapporti sessuali è 16
anni per tutti.
BOTSWANA
L'omosessualità maschile è illegale ed è
punibile fino a 7 anni di carcere.
BRUNEI
Ha una legge sull'omosessualità. La pena può arrivare
fino a 10 anni di carcere.
BURKINA FASO
Non ha leggi sull'omosessualità. L'età minima legale
per i rapporti sessuali è di 21 anni
per gli omosessuali e 13 anni per gli eterosessuali. Le relazioni
omosessuali con un
minore di 21 anni sono punibili fino a 3 anni di carcere.
BIRMANIA (MYANMAR)
Ha una legge sull'omosessualità.
BURUNDI
L'omosessualità è punibile come "atto immorale".
CAMEROON
Ha una legge sull'omosessualità. La pena va da 6 mesi a
5 anni di carcere e una multa
che può arrivare fino a CFA 200.000. Se una delle persone
coinvolte è minore di 21 anni,
la pena viene raddoppiata.
CAPO VERDE
Ha una legge sull'omosessualità. Si usa la cauzione come
garanzia per un buon comportamento
oppure la libertà vigilata. Alla seconda infrazione la
cauzione viene aumentata
del 100%.
CINA
Non ha leggi sull'omosessualità. L'età minima legale
per i rapporti sessuali è 14 anni per
tutti.
L'omosessualità è stata rimossa dal registro ufficiale
delle malattie psichiatriche il 20
aprile 2001. La terza edizione delle Norme Cinesi per la Classificazione
e la Diagnosi
delle Malattie Mentali ha formalmente cancellato l'omosessualità
dall'elenco delle malattie,
sebbene l'attrazione per quelli dello stesso sesso rimanga elencata
come fonte di
esaurimento nervoso per quegli sfortunati aventi un simile orientamento.
COOK (ISOLE)
Hanno una legge sull'omosessualità. La pena per la sodomia
è 7 anni di carcere e per
atti di oltraggio al pudore tra maschi 5 anni.
CUBA
Non c'è una legge sull'omosessualità se svolta in
privato, ma l'Articolo 303a del Codice
Penale punisce l'omosessualità "manifestata pubblicamente"
col carcere da tre mesi ad
un anno oppure con una multa variabile dai 100 ai 300 cuotas per
chi "ostinatamente
infastidisce con approcci amorosi omosessuali".
DJIBOUTI
Ha una legge sull'omosessualità.
REPUBBLICA DOMINICANA
Non ha leggi sull'omosessualità. L'età minima legale
per i rapporti sessuali è di 18 anni
per tutti. Le leggi sulla moralità pubblica, comunque,
vengono spesso usate contro gli
omosessuali maschi. L'Articolo 330 del Codice Penale punisce "ogni
violazione del decoro
e della buona condotta nelle strade pubbliche" con una pena
che può arrivare fino a
2 anni di carcere.
EGITTO
La Legge Egiziana non fa esplicito riferimento all'omosessualità,
ma una lunga serie di
leggi concernenti l'oscenità e la morale pubblica contempla
la pena del carcere. Il
Vilipendio alla Religione (la falsa interpretazione del Corano
e l'utilizzo dell'Islam per
promuovere idee devianti) è punibile con una pena che può
arrivare fino a 5 anni di carcere.
La condotta immorale (l'infrazione per depravazione) è
punibile con la pena massima
che può arrivare a 3 anni di carcere. L'età minima
legale per i rapporti sessuali è
di 18 anni.
ETHIOPIA
I rapporti omosessuali sono illegali e sono punibili con il carcere
da un minimo di 10 giorni
ad un massimo di 3 anni "semplice reclusione".
FIJI
Ha una legge sull'omosessualità e la pena può arrivare
fino a 14 anni di prigione, con o
senza pene corporali.
Concede la difesa Costituzionale ai cittadini omosessuali.
GEORGIA
Ha una legge sull'omosessualità ma solo per rapporti sessuali
anali. Il sesso orale è legale.
Non ci sono leggi contro i rapporti sessuali lesbici.
GHANA
Le relazioni omosessuali possono essere punite con provvedimento
attinente l'aggressione
e la violenza carnale. Questo succede solamente quando uno dei
coinvolti sporge
una formale querela o quando è coinvolto un minore.
GRENADA
Ha una legge sull'omosessualità.
GUYANA
Ha una legge sull'omosessualità e la pena può arrivare
fino all'ergastolo.
INDIA
I rapporti omosessuali maschili sono proibiti per legge e punibili
fino all'ergastolo.
Il 02/09/2004 l'Alta Corte di Delhi ha respinto una ricusazione
legale alla Sezione 377
del Codice Penale: la legge Indiana sull'omosessualità.
La Corte ha reclamato che la validità
della legge sull'omosessualità non può essere ricusata
da alcuno "non coinvolto da
essa". La causa era stata intentata da due importanti organizzazioni
Indiane che difendono
gli omosessuali: la "Naz Foundation International" e
la "National AIDS Control
Organization". Secondo la Corte, poichè non è
sta intentata nessuna accusa di sodomia
contro i gruppi, non esiste fondamento per ricusare la legge.
La legge è comunemente
usata per colpire, bersagliare e punire le persone lesbiche, gay,
bisessuali e transgender.
IRAN
L'omosessualità è illegale. All'accusato di omosessualità
viene data la scelta fra quattro
tipi di pena di morte: l'impiccagione, lapidazione, decapitazione
o essere gettato da un
dirupo o un'alta pertica. Secondo l'Articolo 152, se due uomini
non uniti da vincolo di
sangue vengono trovati nudi sotto le stesse lenzuola e senza una
buona ragione,
entrambi saranno puniti secondo l'arbitrio del giudice. Secondo
l'Articolo 156, se un individuo
si pente e confessa il suo comportamento omosessuale prima che
venga provata
l'infrazione da quattro testimoni, può essere perdonato.
Persino il bacio "passionale"(
Articolo 155) è proibito.
GIAMAICA
Ha una legge sull'omosessualità ed è punibile col
carcere fino a 10 anni oppure con lavori
forzati. Una pena fino a 7 anni di carcere, con o senza lavori
forzati, è prevista per chi
tenti relazioni sessuali o "un aggressione indecente"
con un altro maschio.
KENYA
L'omosessualità è fortemente proibita. La pena può
arrivare fino a 14 anni di carcere.
KIRIBATI
Ha leggi sull'omosessualità. La pena può arrivare
fino a 14 anni di carcere.
KUWAIT
Ha leggi sull'omosessualità. I rapporti sessuali tra maschi
maggiori di 21 anni sono punibili
col carcere che può arrivare fino a 7 anni. I rapporti
sessuali con persone minori di
21 anni sono punibili fino ad un massimo di 10 anni di carcere.
LIBANO
Ha una legge sull'omosessualità. La pena è il carcere
ma non oltre un anno di durata.
LIBERIA
Ha una legge sull'omosessualità.
LIBIA
L'omosessualità è illegale. La pena va da 3 a 5
anni di carcere.
MALAWI
La Sezione 153 del Codice Penale, che proibisce "le offese
contro natura", e la Sezione
156, trattante "la decenza pubblica", sono usate per
punire le relazioni omosessuali.
MALAYSIA
I rapporti omosessuali sono illegali, punibili con fustigazione
e il carcere che puo arrivare
fino a 20 anni. Anche l'incontrarsi all'aperto o il cruising sono
illegali e sono punibili
fino a 2 anni di carcere.
Proibisce inoltre l'apparizione degli omosessuali in Televisione
e alla Radio.
MALDIVE
Le relazioni omosessuali maschili sono proibite per legge e possono
essere punite fino
con l'ergastolo.
MALI
Ha una legge sull'omosessualità.
MARSHALL (ISOLE)
Ha una legge sull'omosessualità ed è punibile fino
a 10 anni di carcere.
MAURITANIA
Ha una legge sull'omosessualità. La pena è la morte.
MAURITIUS
Ha una legge sull'omosessualità. Le pene possono arrivare
fino a 5 anni di carcere.
MAROCCO
L'omosessualità è illegale. La pena va da 6 mesi
a 3 anni di carcere e una multa da 120
a 1200 dirhams per "atti osceni e contro natura fra individui
dello stesso sesso".
MOZAMBICO
L'omosessualità è illegale. La pena può arrivare
fino a 3 anni di prigione da trascorrere
in un "campo di rieducazione" dove il lavoro forzato
è usato per modificare "il comportamento
aberrante" dei prigionieri.
NAMIBIA
L'omosessualità maschile è illegale.
Il Codice Laburista della Namibia (clausola 107) proibisce esplicitamente
la discriminazione
basata sull'orientamento sessuale sul posto di lavoro.
L'Alta Corte di Windhoek ha riaffermato il diritto di una lesbica
Tedesca allo status di soggiorno
permanente in base alla sua relazione con la sua compagna Namibiana.
Il giudice
Harold Levy affermò che poichè le coppie eterosessuali
sono riconosciute per diritto
consuetudinario "unioni universali" e vista "la
clausola di eguaglianza nella Costituzione
e la clausola contro la discriminazione per motivi sessuali, la
relazione a lungo termine
fra le due richiedenti è di gran lunga una "unione
universale" e quindi riconosciuta dalla
legge.
NAURU
Ha una legge sull'omosessualità.
NEPAL
I rapporti omosessuali maschili sono proibiti per legge. La pena
può arrivare fino all'ergastolo.
NICARAGUA
Ha una legge sull'omosessualità. La pena può arrivare
fino a 4 anni di carcere.
NIGERIA
Ha una legge sull'omosessualità. La pena può arrivare
fino a 14 anni di carcere o persino
la morte.
NIUE
Ha una legge sull'omosessualità. La pena può arrivare
fino a 10 anni di carcere.
OMAN
Ha una legge sull'omosessualità. La pena può arrivare
fino a 3 anni di carcere,ma vengono
perseguiti solo se gli atti incitano allo scandalo.
PAKISTAN
L'omosessualità è illegale. La pena è l'ergastolo
e 100 frustate come pena corporale,
mentre la legge Islamica,che può venire imposta legalmente,
impone fino a 100 frustate
o la morte per lapidazione.
PAPUA NUOVA GUINEA
Ha una legge sull'omosessualità. I rapporti anali sono
punibili fino a 14 anni di carcere,
gli altri rapporti sessuali tra maschi sono punibili fino a 5
anni di carcere. I rapporti lesbici
non sono penalizzati.
QATAR
Ha una legge sull'omosessualità. La legge punisce l'omosessualità
fra adulti consenzienti
(indipendentemente dal sesso) e la pena può arrivare fino
a 5 anni di carcere.
SAINT LUCIA
Ha una legge sull'omosessualità.
SAMOA
Ha una legge sull'omosessualità. La pena va da 5 a 7 anni
di carcere.
SENEGAL
Ha una legge sull'omosessualità. Un rapporto indecente
o contro natura con una persona
dello stesso sesso è punibile col carcere da 1 a 5 anni
e con una multa da 100.000
a 1.500.000 franchi.
SEYCHELLES
Ha una legge sull'omosessualità.
SIERRA LEONE
Ha una legge sull'omosessualità. E' lo stato in cui è
stata uccisa FannyAnn Eddy, l'attivista
lesbica fondatrice del Sierra Leone Lesbian and Gay Association.
SINGAPORE
I rapporti sessuali maschili sono illegali e possono anche essere
puniti con l'ergastolo,
mentre i rapporti lesbici, nel privato, sono legali.
La rappresentazione visiva dell'omosessualità è
proibita, come pure tutto quanto descriva
l'omosessualità come uno stile di vita legittimo e accettabile.
SOLOMON (ISOLE)
Ha una legge sull'omosessualità. La pena può arrivare
a 14 anni di carcere.
SOMALIA
Ha una legge sull'omosessualità. La pena va da 3 mesi a
3 anni di carcere e gli atti di
libidine diversi dai rapporti sessuali sono puniti da 2 mesi a
2 anni.
SRI LANKA
Ha una legge sull'omosessualità. La pena può arrivare
fino a 10 anni di carcere.
Nessuna legge accenna ai rapporti lesbici.
SUDAN
L'omosessualità è illegale ed è punibile
con 100 frustate o anche la pena di morte.
SWAZILAND
Ha una legge sull'omosessualità. La pena può essere
il carcere o una multa.
SIRIA
Ha una legge sull'omosessualità. La pena può arrivare
fino a 3 anni di carcere.
TAJIKISTAN
Ha una legge sull'omosessualità che punisce solamente "rapporti
anali fra uomini". Le
lesbiche e i rapporti omosessuali non-penetrativi fra adulti consenzienti
non sono esplicitamente
menzionati nella legge come infrazioni penali.
TANZANIA
Ha una legge sull'omosessualità. La pena può arrivare
fino a 14 anni di carcere.
Nell'isola di Zanzibar i rapporti omosessuali maschili sono illegali
e punibili fino a 25 anni
di carcere. Anche i rapporti lesbici sono illegali e sono punibili
fino a 7 anni di carcere.
La condanna per l'omosessualità maschile è la stessa
dell'omicidio.
TOGO
I rapporti omosessuali sono illegali e vengono spesso perseguiti
come violenza sessuale
o aggressione e sono punibili con multe o fino a 3 anni di carcere.
TOKELAU
Ha una legge sull'omosessualità punibile con 10 anni di
carcere. Per delle "avances" o
proposte verso un altro maschio si possono ricevere fino a 5 anni
di carcere.
TONGA
Ha una legge sull'omosessualità. La pena può arrivare
a punibile con 10 anni di carcere.
TRINIDAD E TOBAGO
Ha una legge sull'omosessualità e la pena va da 10 a 20
anni di carcere. Secondo
l'Articolo 2 della Legge sull'immigrazione, non è consentito
l'ingresso degli omosessuali
nel Paese.
TUNISIA
Ha una legge sull'omosessualità. La pena può arrivare
fino a 3 anni di carcere.
TUVALU
Ha una legge sull'omosessualità. La pena è di 14
anni di carcere. Per delle "avances" o
proposte verso un altro maschio si possono ricevere fino a 7 anni
di carcere.
UGANDA
L'omosessualità è illegale. "La conoscenza
carnale contro natura" può essere punita con
l'ergastolo. La Sezione 141 proibisce "i tentativi di conoscenza
carnale"con la pena fino
a 7 anni di carcere.
EMIRATI ARABI UNITI
Ha leggi sull'omosessualità. Il Codice Penale "Abu
Zhabi " punisce l'omosessualità con
il carcere che può arrivare fino a 14 anni. Il Codice Penale
del Dubai punisce l'omosessualità
consensuale con una pena che può arrivare fino a 10 anni
di carcere.
UZBEKISTAN
Ha una legge sull'omosessualità. La pena per i rapporti
anali può arrivare fino a 3 anni
di carcere. I rapporti sessuali orali sono legali. Il lesbismo
non è citato nella legge.
YEMEN
L'omosessualità è proibita ed è punibile
con la pena di morte.
ZAIRE
L'omosessualità è proibita ed è punibile
fino a 5 anni di carcere.
ZAMBIA
Ha una legge sull'omosessualità. La pena prevede fino a
14 anni di carcere.
ZIMBABWE
L'omosessualità è proibita. La pena prevede fino
a 14 anni di carcere.
© Fuoricampo Lesbian Group
FOTO DELLA SERATA >
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