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comunicato coordinamento "Assemblea romana" di giovedì
13 dicembre 2007
Care tutte,
la manifestazione che abbiamo costruito insieme in poco più
di un mese, ha superato di gran lunga le aspettative di ognuna
di noi. La presa di parola di oltre centocinquantamila donne
e lesbiche contro la violenza maschile sulle donne, agita soprattutto
in famiglia, è un risultato politico straordinario.
Il corteo ha attraversato generazioni e femminismi dando valore
alle differenze. Per molte di noi un corteo di donne per le
donne ha dato forza alla nostra voce, ai nostri corpi, alla
nostra soggettività politica. Consapevoli che quella
separatista è una delle pratiche con cui le donne scelgono
di esprimersi, siamo interessate a rilanciare una discussione
perché non vogliamo prescindere dal dialogo e dal confronto.
Il dato politico più importante è l'instancabile
partecipazione di ognuna di noi in questo percorso, la condivisione
di una piattaforma comune, l'autodeterminazione con la quale
abbiamo rivendicato contenti, pratiche e finalità, la
sintonia con cui abbiamo risposto alla prevaricazione di soggetti
istituzionali e partitici che, con politiche familiste e sessiste,
hanno disconosciuto la libertà di scegliere delle donne.
La nostra lotta contro la violenza passa necessariamente attraverso
la libertà e l'autodeterminazione delle donne e delle
lesbiche, messe in discussione da una proposta di modifica peggiorativa
della 194, dal mantenimento della legge 40, dalle politiche
pro famiglia avanzate dal governo grazie all'istituzione di
un ministero ad hoc, dal pacchetto sicurezza.
Avevamo dichiarato in più occasioni (appello e comunicati
stampa) di essere antifasciste, antirazziste e antisessiste.
È per questa ragione che ci siamo riappropriate del corteo
e della piazza spontaneamente e collettivamente. Altro che violenza,
la nostra contestazione è stata una forma di autodifesa.
Non è forse violenza il comportamento di sopraffazione
di chi non ha voluto ascoltare il contenuto di questa giornata
di lotta? Non è fore violenza non rispettare le nostre
pratiche di rifiuto della delega e delle logiche di rappresentanza?
'Quando le donne dicono no, vuol dire no'. Le parlamentari e
le ministre contestate hanno tentato di togliere la parola alle
donne del corteo per ottenere visibilità e sostenere
politiche in contrapposizione con i contenuti della manifestazione.
Hanno cercato di strumentalizzare il nostro movimento anche
grazie al salotto mediatico allestito da La 7, venuta meno agli
accordi presi.
Le contestazioni hanno contribuito a chiarire sui media la distanza
delle nostre posizioni politiche con quelle istituzionali, la
differenza tra protagonismo collettivo e presenzialismo opportunista,
l'affermazione della soggettività femminista, lesbica
e femminile contro la mercificazione dei nostri corpi.
E la chiamano antipolitica... noi la chiamiamo coerenza dei
nostri percorsi politici.
Nostra esigenza e desiderio è ora una valutazione collettiva
del percorso e della giornata che ha segnato il 24 novembre.
Per uesto proponiamo un'assemblea nazionale il 12 gennaio a
Roma come luogo di espressione, di incontro e di relazione,
strumento e pratica utile a dare continuità al nostro
movimento con una reale condivisione di pratiche e di percorsi.
Rimaniamo aperte ad altre proposte che potrebbero venire da
reti territoriali differenti.
Saluti femministi.
L'Assemblea romana
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comunicato coordinamento "Quelle che non ci stanno"
sul dopo manifestazione.
Bologna 25 Novembre 2007
Comunicato stampa di "Quelle che non ci stanno" sulla
manifestazione del 24 novembre 2007.
La manifestazione del 24 novembre contro la violenza dei maschi
sulle donne, é stata bellissima e partecipata nonché
nei fatti separatista come richiesto nel comunicato di indizione
delle organizzatrici-soggettivitá e gruppi di donne,
femministe e lesbiche romane.
In 200000 abbiamo manifestato in un corteo totalmente autorganizzato
non finanziato dal alcun partito o istituzione. Tutte le presenti
hanno agito la propria determinazione nel voler esprimere e
difendere i tanti contenuti della manifestazione.
Siamo fiere di non esserci fatte strumentalizzare dalle ¨politiche¨
, che sulla pelle delle donne si giocano i loro interessi.
Fuori le logiche di potere dalle lotte delle donne e delle lesbiche,
basta strumentalizzare la nostra vita, i nostri corpi.
Assumiamo in pieno e condividiamo l´azione delle donne
e lesbiche che hanno liberato la piazza dalla presenza strumentale
della diretta televisiva de La7.
Felici di esserci state e convinte delle modalita´ utilizzate,
confermate dalle presenze di tutte, siamo ottimiste nel credere
che da qui non si puó tornare indietro.
Continuiamo a mantenere visibile la forza e la solidarieta tra
donne.
NI UNA MAS!
Quelle che non ci stanno > Amazora, Clitoristrix, Fuoricampo
Lesbian Group
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>>> NOSTRO COMUNICATO DI ADESIONE
Fuoricampo Lesbian Group aderisce e partecipa alla "Manifestazione
nazionale contro la violenza maschile sulle donne" che
si terrà a Roma il 24 novembre, condividendone i contenuti
e le modalità.
Siamo convinte che l'intervento contro la violenza misogina
e lesbofobica debba fondarsi sulla prevenzione e sull'autodifesa;
questo può avvenire con efficacia solo creando relazioni
tra donne che rompano il muro di silenzio e che interrompano
la complicità con la violenza maschile senza delegare
questo compito a figure maschili o istituzionali.
In particolare denunciamo l'aumento della violenza
contro le lesbiche volta a imporre una norma eterosessuale che
riconosce nella famiglia tradizionale l'unico modello possibile.
Famiglia che è la struttura patriarcale per eccellenza,
luogo maggiore di violenza sessuale, fisica e psicologica, difesa
fortemente dalle istituzioni religiose, da vecchi e nuovi fascismi
e da tutti gli schieramenti politici.
"Contro la violenza lesbofobica
visibilità e lotta lesbica"
Questo è lo slogan che ci sarà
scritto sul nostro striscione proprio per sottolineare e dare
un segnale forte della nostra lotta in particolare contro la
lesbofobia.
La violenza maschile è una guerra non dichiarata contro
donne e lesbiche.
Partecipiamo numerose perché siamo convinte che reagire
si può e si deve!!