officina delle arti

 

Officina delle Arti -
Per un laboratorio lesbico di teatro e delle arti.

Intervento di Fuoricampo al:

4° Convegno internazionale di Studi lesbici > FURORE E GIUBILO
9-10-11-12 aprile 2004
Bagdam Espace lesbien - Toulouse - France

Officina delle Arti - Per un laboratorio lesbico di teatro e delle arti.

Fuoricampo è un gruppo lesbico nato a Bologna (Italia) nel 2002 che fonda la sua attività sulla pratica separatista quale punto di partenza del trovarsi e costruire un patrimonio lesbico per se e le lesbiche che verranno.
Uno degli elementi fondanti del pensiero politico di Fuoricampo è la visibilità in termini di rivendicazione irrinunciabile all’esistenza di lesbica. Per noi il lesbismo è rivoluzionario quando è visibile e la visibilità lesbica è fondamentale per decostruire modelli e stereotipi.
Fuoricampo nasce con l’intento comune di promuovere e divulgare la “cultura lesbica”.

Cultura intesa come arte che interviene sul sociale per rafforzare e perpetuare nel tempo il pensiero lesbico.
Cultura intesa come passione politica che nasce dal desiderio di stare bene insieme e di vivere con agio e coraggio la propria dimensione di vita.
Cultura intesa come patrimonio artistico in grado di creare e aggregare le soggettività.
Cultura intesa come mezzo per individuare e difendere ogni piccolissima differenza di pensiero e di pratica politica, affinché le differenze stesse non rappresentino solo divisioni, bensì aggiungano valore e ricchezza alla propria e continua ridefinizione.
In tale contesto è nata l’idea di creare una “OFFICINA” lesbica sperimentale delle arti che possa garantire e rappresentare la libertà di pensarsi e di viversi in un tempo ed in uno spazio proprio.

In definitiva la cultura va intesa come un lavoro vero e proprio di de-costruzione dell’esistente e nel contempo come creazione e diffusione di un pensiero, quello delle artiste donne e lesbiche, che costantemente nel tempo è stato oggetto di estromissione dal mondo artistico e accademico in genere. La stessa storia dell’arte ha riservato alle donne artiste un luogo marginale, tramite la costruzione di confini simbolici tra la cosiddetta arte “maggiore” e arte “minore” e tramite la relegazione delle opere prodotte in spazi, quali magazzini dei musei, dimenticati e/o cancellati.

Tutto quanto ha prodotto la cancellazione dalla memoria delle più svariate forme di arte poste in essere dalle donne/lesbiche come ad esempio nel campo delle musica e della scrittura in genere. Nel nostro piccolo l’idea di un’OFFICINA laboratorio che crea arte vuole contribuire alla non cancellazione dal mondo artistico delle donne/lesbiche e favorire la divulgazione di un’espressione artistica fortemente corporea così com’è fortemente impregnato l’immaginario lesbico dalla fisicità.
OFFICINA delle arti
Perché creare un nuovo gruppo e una officina delle arti?


L’officina delle arti rappresenta il terreno di confronto e di crescita dove desideriamo creare non servizi da fruire ma eventi da vivere insieme ad altre lesbiche. Desideriamo creare spazi di socializzazione e di divertimento attraverso la promozione di incontri, seminari, mostre ed il coinvolgimento di lesbiche e donne anche di altre culture.
Uno spazio fisico, un laboratorio sperimentale per un nuovo modello aggregativo e di progettualità dove abbiano spazio sia produzioni artistiche, che progetti di carattere multimediale.
Un luogo per la promozione teatrale e musicale, di audiovisivi, laboratorio di fotografia, camera di montaggio, mirato ad una autoproduzione indipendente, ed aperto ai contributi di singole e gruppi.

Una struttura che ha l’ambizione di contribuire alla produzione delle arti visive, musicali e performative nell'ambito della cultura lesbica.
Uno dei progetti all'interno della nostra Officina è la produzione e promozione di “lavori teatrali”. Vogliamo fare questo sia promuovendo artiste e gruppi noti e meno noti, sia organizzando laboratori di teatro, che permettano a chi ha sempre desiderato lavorare su questo tipo di espressione artistica di farlo. Con lo scopo, perché no, di stimolare la nascita e la crescita di nuove talente. E' importante infatti, oltre che alla distribuzione di quello che già esiste, dare largo spazio alla produzione.
Talente allo scoperto
Il primo laboratorio, in corso di svolgimento, è chiamato: Talente allo scoperto. Lo scopo di questo laboratorio intensivo è di promuovere nuove talente all’interno della nostra comunità, in un settore, quello teatrale e/o della performance, che negli ultimi anni si è rivelato estremamente vitale ed interessante.

Il laboratorio è condotto da Paola Cavallin che vive e lavora tra Londra e l'Italia insegnando, recitando, scrivendo e curando regie per compagnie teatrali inglesi e italiane.
I contenuti e lo svolgimento di questo laboratorio sono il risultato di due esperienze teatrali: da un lato quella con l’attrice lesbica americana Lois Weaver , fondatrice, del noto gruppo newyorkese Split Britches, sorto agli inizi degli anni ‘80. Dall’ altro con l’introduzione dell’uso della mezza maschera, forma di teatro tradizionale italiana della Commedia dell’Arte.
Il laboratorio si divide negli esercizi di scrittura che permettono a ognuna di mettere a fuoco i temi e nelle improvvisazioni che insieme costituiranno i punti di partenza per le storie individuali e la costruzione del processo creativo a partire dalle proprie ossessioni, fantasie e desiderio.
La costruzione di un pezzo trova la sua base ideale a partire da se stesse, dalle proprie esperienze, da ciò che si può ‘rubare’ osservando e facendo proprio, ma anche da ciò che si vuole essere sul palco, dove si aggiungono i diversi strati: la relazione tra attrice e personaggio, il rapporto erotico/sensuale con il pubblico, e il gioco di aspettative che si crea nel pubblico.

Il Teatro dell’Oppresso
Il secondo laboratorio che vogliamo proporre è tratto da il Teatro dell’Oppresso.
Questo laboratorio si propone di rendere fruibile alle lesbiche la consapevolezza del linguaggio specifico del teatro, teatro come mezzo di conoscenza e trasformazione della realtà interiore, relazionale e sociale. Il Teatro dell'Oppresso, è un teatro che rende attivo il pubblico rendendo "spett/attrici" per esplorare, mettere in scena, analizzare e trasformare la realtà che esse stesse vivono, operando una ricerca del cambiamento possibile.

Il progetto OFFICINA in realtà si sostanzia non solo e unicamente in iniziative specifiche di rappresentazione come quella teatrale, bensì ricomprende un più ampio progetto, ovvero la realizzazione di uno spazio/luogo/fabbricato/stabile permanente nel quale fare crescere e sviluppare le varie forme di arte.
Attualmente stiamo studiando le varie forme economiche per consentire la gestione in piena autonomia degli spazi prescelti. In tale contesto si rende necessario uno studio di fattibilità nel quale far rientrare anche forme di finanziamento privato/pubblico con garanzie di fruibilità in piena libertà degli spazi.

E’ da questa idea/azione di libertà, che oscilla tra campo e fuori-campo della cultura lesbica e non solo, che Fuoricampo intende partire e proseguire nel giubilo della vita.

 

 

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